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        <title>Direzione Generale per le Antichitą - Ministero per i beni e le attivitą culturali</title>
        <description>Direzione Generale per le Antichitą - Ministero per i beni e le attivitą culturali</description>
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        <title>Roma, Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo: Capolavori della Scultura Antica, nuovo allestimento</title>
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        <description>&lt;p&gt;Il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo continua il suo percorso di rinnovamento avviato negli ultimi anni con attivit&amp;agrave; espositive a tema e i nuovi allestimenti delle collezioni permanenti.&lt;br /&gt;Dopo aver quasi completamente rinnovato quasi tutto il piano dedicato agli affreschi, tra cui il giardino della Villa di Livia e le stanze della Villa della Farnesina, &amp;egrave; ora la volta delle sale principali del I piano, vero cuore del museo, che illustrano il tema della scultura ideale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo tema complesso tratta della cultura artistica a Roma nei primi secoli dell&amp;#39;impero, quando ormai l&amp;#39;arte della Grecia conquistata era penetrata in pieno nella citt&amp;agrave; e si era manifestata come un fenomeno dirompente.&lt;br /&gt;L&amp;#39;aspirazione da parte dei personaggi delle classi pi&amp;ugrave; elevate a ricreare in piccolo, all&amp;#39;interno delle proprie residenze, i lussi delle corti ellenistiche aveva dato vita a una forma di collezionismo come segno di prestigio politico e personale; il gusto per le creazioni artistiche greche fu tale da rendere necessario il ricorso alla produzione di copie e rielaborazioni dei capolavori dell&amp;#39;arte greca ormai insufficienti ad esaudire la crescente richiesta. Gli irripetibili capolavori del V e IV sec. a. C. venivano ripetuti in serie, se pur con un livello artistico elevato per soddisfare le esigenze di rappresentanza, di ostentazione del lusso da parte della committenza romana.&lt;br /&gt;Gli originali greci in bronzo, realizzati come statue onorarie in spazi pubblici o dediche nei santuari, in epoca romana venivano copiati in marmo allo scopo di decorare edifici pubblici e privati. Le opere originali, svuotate della loro funzione civile e religiosa, diventavano oggetto di produzioni seriali evocative della cultura greca attraverso la riproposizione di miti, eroi e uomini illustri plasmati dal genio degli scultori pi&amp;ugrave; famosi, tra cui si ricordano Mirone, Fidia, Policleto, Skopas, Prassitele, Lisippo. La nostra conoscenza di questi capolavori dell&amp;#39;arte greca, in gran parte perduti, &amp;egrave; basata essenzialmente sullo studio delle repliche di epoca romana.&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;Palazzo_Massimo_sala_VI&quot; class=&quot;left&quot; height=&quot;224&quot; src=&quot;getImage.php?id=364&amp;amp;w=892&amp;amp;h=750&quot; style=&quot;margin: 2px; border: 2px solid; width: 263px; height: 224px; float: right&quot; title=&quot;Palazzo_Massimo_sala_VI&quot; width=&quot;263&quot; /&gt;Le circa settanta opere riproposte nel saloni del museo provengono da edifici residenziali, in particolare dalle maestose ville imperiali nei dintorni di Roma e lungo la costa laziale dove le sculture si inserivano, come elementi d&amp;#39;arredo, sullo sfondo di ardite e scenografiche soluzioni architettoniche, in armonia con la natura lussureggiante dei luoghi, ma anche dalle domus dell&amp;#39;aristocrazia romana in citt&amp;agrave; e nelle vaste aree verdi degli Horti realizzate intorno alle dimore urbane.&lt;br /&gt;La scelta delle opere, nel programma decorativo, era determinata dall&amp;#39;ambiente in cui esse si inserivano, dalla fama e dall&amp;#39;ideale estetico che suggerivano nonch&amp;eacute; dagli orientamenti culturali e ideologici del committente. &lt;br /&gt;Le statue e gli altri arredi in marmo e bronzo che decoravano le ville imperiali come Villa Adriana a Tivoli, la Villa di Anzio sul mare, la Villa di Nerone a Subiaco, sono state smembrate nei secoli tra diversi musei e collezioni italiani e stranieri; le opere confluite nel museo sono presentate per illustrare il fenomeno della ripresa dei modelli dell&amp;#39;arte greca, riadattati nei nuovi contesti abitativi, secondo la moda del vivere in villa. La scelta delle opere nel programma decorativo era determinata dalla funzione dell&amp;#39;ambiente in esse si inserivano, dall&amp;#39;ideale che suggerivano nonch&amp;eacute; dagli orientamenti culturali e ideologici del committente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A titolo esemplificativo viene sottolineato anche il fenomeno della duplicatio, ossia l&amp;#39;esposizione della stessa opera in duplice copia con l&amp;#39;intento di creare, attraverso la specularit&amp;agrave;, particolari effetti scenografici, attraverso le due statue del Discobolo dello scultore greco Mirone e le due statue dell&amp;#39;Afrodite accovacciata opera dello scultore greco Doidalsas di Bitinia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt=&quot;Palazzo_Massimo_sala_VII&quot; class=&quot;center&quot; height=&quot;182&quot; src=&quot;getImage.php?id=365&amp;amp;w=1181&amp;amp;h=641&quot; style=&quot;margin: 2px; border: 2px solid; float: left; width: 316px; height: 182px&quot; title=&quot;Palazzo_Massimo_sala_VII&quot; width=&quot;316&quot; /&gt;Nell&amp;#39;esposizione delle opere si segue dunque un doppio filone, quello dell&amp;#39;inquadramento scientifico delle opere come repliche o rielaborazioni degli originali greci e quello dell&amp;#39;evoluzione della cultura artistica a Roma nella progressiva assimilazione e imitazione dei modelli greci, desiderati per la loro straordinaria bellezza, ma anche come ostentazione di cultura e dunque di prestigio. Parallelamente si pone l&amp;#39;accento ai temi pi&amp;ugrave; graditi dai committenti romani: l&amp;#39;ideale di bellezza fisica e morale come equilibrio armonico che il corpo atletico suggeriva sotto forma di opera d&amp;#39;arte, le divinit&amp;agrave; come manifestazione d&amp;#39;interesse nei confronti della filosofia e della religione greca e quindi il desiderio di connotare ogni spazio della vita quotidiana con immagini ideali, il mondo di Dioniso nella variet&amp;agrave; dei suoi aspetti, i miti greci come exempla virtutis e, in definitiva come specchio in cui i romani amavano riconoscersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le decorazioni delle residenze una sezione a parte &amp;egrave; dedicata agli arredi in bronzo delle Navi di Nemi, in un nuovo allestimento completato dalla presentazione di un video sulla straordinaria storia del recupero dalle acque del lago delle imbarcazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sala &amp;egrave; dedicata alla presentazione del volto e dei frammenti d&amp;#39;avorio appartenenti a diverse statue &amp;quot;crisoelefantine&amp;quot;, recuperati dal mercato clandestino dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;I nuovi allestimenti hanno lo scopo di esaltare le sculture antiche e di comunicare ai visitatori i contenuti complessi che queste ci trasmettono. Per questo il progetto &amp;egrave; stato costruito attraverso l&amp;#39;approfondimento scientifico di ogni opera e l&amp;#39;individuazione della migliore collocazione all&amp;#39;interno della nuova presentazione. Il visitatore, a seconda del tempo e della preferenza, potr&amp;agrave; essere soddisfatto dalla spiegazione di ogni opera, in s&amp;eacute; conclusa, o cogliere il tema nella sua complessit&amp;agrave; attraverso un nuovo apparato illustrativo (in doppia lingua) a cui si affiancano approfondimenti tematici, ricostruzioni e traduzioni in altre tre lingue con l&amp;#39;applicazione QRCode utilizzabile con iphone e ipad.&lt;br /&gt;L&amp;#39;illuminazione completamente rinnovata, insieme al resto dell&amp;#39;allestimento, &amp;egrave; studiata per ogni opera in modo da avvolgerla in un fascio di luce e esaltare la materia e i dettagli della scultura. Le nuove scelte illuminotecniche consentono inoltre un consistente risparmio energetico e una riduzione dei costi gestionali&lt;br /&gt;Il messaggio della campagna di comunicazione, &amp;quot;Usciamo a rivedere le stelle&amp;quot;, ispirato al celebre finale dell&amp;#39;Inferno dantesco, intende essere propositivo e di incoraggiamento. Tra gli altri significati, vuole esprimere la possibilit&amp;agrave; di vivere il museo per recuperare i nostri valori guida, ossia il museo non come luogo chiuso ma come universo di contenuti e di conoscenza, dove &amp;egrave; possibile uscire all&amp;#39;aperto della storia inseguendo la forza del nostro passato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo&lt;/p&gt;    Sede&lt;br /&gt;Roma, Museo Nazionale Romano&lt;br /&gt;in Palazzo Massimo&lt;br /&gt;Largo di Villa Peretti 1&lt;br /&gt;Orari&lt;br /&gt;dalle 9 alle 19:45.&lt;br /&gt;La biglietteria chiude un&amp;#39;ora prima. &lt;br /&gt;Il museo &amp;egrave; chiuso il luned&amp;igrave;, il 1&amp;deg; gennaio e il 25 dicembre.&lt;br /&gt;Il biglietto consente l&amp;#39;accesso a tutte le sedi del Museo Nazionale Romano ed &amp;egrave; valido per 3&lt;br /&gt;giorni&lt;br /&gt;Biglietto d&amp;#39;ingresso&lt;br /&gt;Intero &amp;euro; 7, ridotto &amp;euro; 3,50&lt;br /&gt;domenica mattina, ore 10:00, visita guidata gratuita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuovo allestimento permanente&lt;br /&gt;Progetto scientifico&lt;br /&gt;Rita Paris, Marina Caso, Valeria Intini, Maria Teresa Di Sarcina&lt;br /&gt;Consulenza&lt;br /&gt;Carlo Gasparri&lt;br /&gt;Progetto di allestimento e direzione lavori&lt;br /&gt;Stefano Cacciapaglia, Carlo Celia&lt;br /&gt;con Marco Tondo, Anna Marcucci&lt;br /&gt;Progetto della luce&lt;br /&gt;Stefano Cacciapaglia, Carlo Celia</description>
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        <title>IL SITO WEB DELLA DG ANTICHITĄ SI ARRICCHISCE DI UNA NUOVA SEZIONE</title>
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        <description>&lt;p&gt;Tra gli &lt;a href=&quot;internal:99&quot; rel=&quot;external&quot;&gt;Approfondimenti tematici&lt;/a&gt; nasce la sezione &lt;a href=&quot;../index.php?it/99/approfondimenti-tematici/11/0/0&quot; rel=&quot;external&quot;&gt;I protagonisti&lt;/a&gt;, su funzionari e capi d&amp;rsquo;istituto che sono stati protagonisti della conoscenza e della salvaguardia del patrimonio archeologico italiano a partire dalla nascita, nel 1974, del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali.Tra gli Approfondimenti tematici nasce la sezione I protagonisti, su funzionari e capi d&amp;rsquo;istituto che sono stati protagonisti della conoscenza e della salvaguardia del patrimonio archeologico italiano a partire dalla nascita, nel 1974, del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali.&lt;/p&gt;</description>
    </item>
    <item rdf:about="http://archeologia.beniculturali.it/index.php?it/138/news/22/ancona-museo-nazionale-delle-marche-prima-sala-della-sezione-romana-la-fase-ellenistico-romana">
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        <title>Ancona, Museo Nazionale delle Marche: prima sala della Sezione Romana, la fase ellenistico-romana.</title>
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        <description>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;     Normal   0   14         false   false   false                             MicrosoftInternetExplorer4   &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;     &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object  classid=&quot;clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D&quot; id=ieooui&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&amp;Egrave; oramai una realt&amp;agrave; la prima nuova sala del Museo Nazionale delle Marche, incentrata sulla fase ellenistico-romana di Ankon&lt;em&gt; &lt;/em&gt;(&lt;em&gt;&amp;Alpha;&amp;gamma;&amp;kappa;%u03CE&amp;nu;&lt;/em&gt;), nome antico del capoluogo marchigiano, con i corredi provenienti dalle necropoli urbane della citt&amp;agrave;, accompagnati da altri reperti coevi, di carattere monumentale (stele e sfingi, pure funerarie). Si tratta per la maggior parte dei materiali che gi&amp;agrave; sono stati oggetto della mostra &amp;quot;&lt;em&gt;Ori, argenti e avori. Corredi d&amp;#39;&amp;eacute;lite nell&amp;#39;Ancona ellenistico-repubblicana&lt;/em&gt;&amp;quot;, inaugurata in occasione della XII Settimana della Cultura (catalogo edito dalla Roberto Scocco Edizioni, Macerata 2010).&lt;/p&gt;&lt;div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Questa nuova sala, dedicata alla memoria di Nereo Alfieri, uno dei massimi studiosi delle Marche antiche e di Ancona in particolare, costituisce una prima risposta all&amp;#39;aspettativa di molti studiosi e appassionati di vedere finalmente aprirsi, sia pure per tappe, la Sezione Romana del Museo.&lt;/p&gt;&lt;div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Come evidenziato dal Soprintendente Giuliano De Marinis, bench&amp;eacute; gran parte dei materiali fosse gi&amp;agrave; nota dalle pubblicazioni, la loro esposizione al pubblico mancava fin dalla chiusura del Museo stesso per le vicende sismiche del 1972.&lt;/p&gt;&lt;div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Ci&amp;ograve; ha richiesto in primo luogo un aggiornamento degli studi, anche alla luce dei nuovi scavi nell&amp;#39;area della Caserma Villarey effettuati pochi anni fa, dei quali per ora si espone una sola ma prestigiosa sepoltura in cui sono presenti tre significative statuette fittili (&amp;quot;Tanagrine&amp;quot;) che costituiscono un &lt;em&gt;unicum&lt;/em&gt; in questo territorio. &amp;Egrave; stata inoltre necessaria anche una revisione dei vecchi restauri e l&amp;#39;effettuazione di nuovi interventi.&lt;/p&gt;&lt;div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;L&amp;#39;interesse storico-scientifico di questa nuova esposizione museale &amp;egrave; molto forte; &amp;egrave; il caso di sottolineare come il tipo dei corredi funebri anconetani, in una citt&amp;agrave; gi&amp;agrave; pienamente romanizzata, costituisca, insieme ai segnacoli delle tombe, un vero e proprio &lt;em&gt;unicum&lt;/em&gt; non solo nelle Marche, ma in quasi tutta la costa adriatica, almeno a nord della Magna Grecia, e mostri con evidenza gli stretti rapporti della citt&amp;agrave; con il bacino orientale del Mediterraneo, e la sua eccezionale, seppur tardiva, aderenza alle ideologie ed agli stili propri dell&amp;#39;Ellenismo pi&amp;ugrave; puro, che, al di l&amp;agrave; dei singoli reperti, si esprime nel ricercato sfarzo dei corredi stessi, quasi sempre estraneo agli usi romani.&lt;/p&gt;&lt;table border=&quot;0&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;img alt=&quot;Coppa in vetro a nastri policromi&quot; src=&quot;getImage.php?id=358&amp;amp;w=190&amp;amp;h=143&quot; style=&quot;width: 190px; height: 143px&quot; title=&quot;Coppa in vetro a nastri policromi&quot; /&gt; &lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&amp;nbsp;&lt;img alt=&quot;Medaglione in osso con gorgoneion&quot; src=&quot;getImage.php?id=360&amp;amp;w=190&amp;amp;h=156&quot; style=&quot;width: 190px; height: 156px&quot; title=&quot;Medaglione in osso con gorgoneion&quot; /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&amp;nbsp;&lt;img alt=&quot;Culmine di fulcrum in osso da un letto funerario&quot; src=&quot;getImage.php?id=362&amp;amp;w=190&amp;amp;h=258&quot; style=&quot;width: 190px; height: 258px&quot; title=&quot;Culmine di fulcrum in osso da un letto funerario&quot; /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&amp;nbsp;&lt;img alt=&quot;Skyphos e brocchetta in argento&quot; src=&quot;getImage.php?id=361&amp;amp;w=190&amp;amp;h=126&quot; style=&quot;width: 190px; height: 126px&quot; title=&quot;Skyphos e brocchetta in argento&quot; /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Accanto ad oggetti di indiscutibile pregio, come monili in oro di raffinatissima fattura, preziosissimi servizi in argento, decorazioni in osso ispirate ad analoghi modelli in avorio destinate ad ornare letti funerari, raffinate suppellettili in bronzo e ferro e coppe in vetro a mosaico e bande d&amp;#39;oro, sono presenti gli straordinari monumenti funerari cui gi&amp;agrave; si accennava, che segnalavano all&amp;#39;interno della necropoli le sepolture eminenti, come le stele funerarie a edicola e due ipnotiche sfingi.&lt;/p&gt;</description>
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        <title>Anzola: Una mostra e un museo per raccontare la Terramara di Anzola</title>
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        <description>&lt;p&gt;    Sabato 17 dicembre 2011 sar&amp;agrave; presentata ad Anzola (BO) la nuova sede espositiva del Museo Archeologico Ambientale dell&amp;#39;Emilia; a seguire sar&amp;agrave; inaugurata la mostra &amp;quot;Anzola al tempo delle Terramare&amp;quot;, esposizione dedicata alla storia del villaggio emiliano risalente all&amp;#39;et&amp;agrave; del Bronzo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;    &lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;     800x600   &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;     Normal   0            14         false   false   false      IT   X-NONE   X-NONE                                             MicrosoftInternetExplorer4                                                   &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object  classid=&quot;clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D&quot; id=ieooui&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-parent:&quot;&quot;; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Tra il XVI e il XII secolo a.C. il territorio emiliano era uno dei pi&amp;ugrave; densamente popolati d&amp;#39;Europa; i resti del pi&amp;ugrave; antico insediamento umano rinvenuto nel territorio di Anzola presentano per&amp;ograve; caratteristiche di assoluta eccezionalit&amp;agrave;, soprattutto per l&amp;#39;area compresa fra Reno e Panaro: la notevole estensione (oltre 13 ettari), la breve vita (circoscrivibile al XIII sec. a.C., prima fase del Bronzo Recente), la complessit&amp;agrave; della sua attivit&amp;agrave; produttiva registrano una diversificata industria metallurgica e la pi&amp;ugrave; antica attestazione di lavorazione in loco della pasta vitrea. Gli studi sulla&amp;quot;terramara&amp;quot;, particolare tipo di insediamento di forma quadrangolare circondato da un profondo fossato, hanno permesso di ricostruire vicende e caratteristiche di un nucleo insediativo che aveva raggiunto una certa prosperit&amp;agrave; grazie alla fertilit&amp;agrave; del suolo e a una nuova forma di organizzazione sociale ed economica. Le indagini archeologiche su Anzola restituiscono, difatti, l&amp;#39;immagine di una comunit&amp;agrave; ben organizzata, aperta a traffici e commerci (come dimostrano in modo evidente e suggestivo le perle d&amp;#39;ambra di provenienza baltica rinvenute nel sito), in cui rivestiva particolare importanza l&amp;#39;artigianato (&amp;egrave; stata difatti recuperata molta ceramica prodotta in loco mentre ritrovamento di una matrice di fusione attesta a lavorazione del bronzo); un villaggio terramaricolo la cui sussistenza sembra essere legata principalmente alle risorse agricole e all&amp;#39;allevamento (gli studi archeobotanici confermano l&amp;#39;ipotesi di un villaggio circondato da un&amp;#39;ampia area deforestata destinata a pascoli e coltivazioni). Inoltre, all&amp;#39;interno dell&amp;#39;area circoscritta dal fossato sono state trovate tracce di strutture abitative, diversi pozzi, canalette per il drenaggio e la distribuzione dell&amp;#39;acqua e buche di discarica; ma &amp;egrave; di assoluta eccezionalit&amp;agrave; il ritrovamento di uno strumento quasi certamente legato alla lavorazione delle perle di vetro che costituisce la pi&amp;ugrave; antica attestazione di lavorazione in loco dell&amp;#39;Italia settentrionale e del Nord Europa.&lt;/p&gt;  &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;L&amp;#39;insediamento anzolese &amp;egrave; una finestra privilegiata per studiare le dinamiche del popolamento terramaricolo nella sua fase di massima espansione, cui seguir&amp;agrave;, nel secolo successivo (XII a.C.), un repentino abbandono. La mostra &amp;quot;Anzola al tempo delle Terramare&amp;quot; illustra cos&amp;igrave; i materiali rinvenuti nella terramara durante le numerose ricerche, condotte nel territorio a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, e apre una serie di finestre su un lontano passato, svelando le testimonianze di un villaggio dell&amp;#39;et&amp;agrave; del Bronzo celato da una spessa coltre di fango generata dalle alluvioni dei torrenti (Lavino, Ghironda e Martignone).&lt;br /&gt; Altro elemento fondamentale da segnalare nella fortunata vicenda dell&amp;#39;indagine &amp;egrave; stato l&amp;#39;interesse degli amministratori locali e della popolazione cittadina, che ha appoggiato nel tempo il progetto di studio e valorizzazione per rendere visibili le testimonianze della vita operosa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; La mostra &amp;egrave; promossa da Ministero per i Beni e le Attivit&amp;agrave; Culturali, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell&amp;#39;Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna, Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali, Provincia di Bologna, Comune di Anzola dell&amp;#39;Emilia, Museo Archeologico Ambientale di San Giovanni in Persiceto e Associazione Centro Agricoltura Ambiente, con il contributo di G.D. e Cogei Costruzioni s.p.a.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
    </item>
    <item rdf:about="http://archeologia.beniculturali.it/index.php?it/138/news/17/salerno-complesso-di-s-sofia-dopo-lo-tsunami-salerno-antica">
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        <dc:date>2011-12-16T15:12:06+01:00</dc:date>
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        <title>Salerno, Complesso di S. Sofia: &quot;Dopo lo Tsunami Salerno antica&quot;</title>
        <link>http://archeologia.beniculturali.it/index.php?it/138/news/17/salerno-complesso-di-s-sofia-dopo-lo-tsunami-salerno-antica</link>
        <description>Fino al 28 febbraio 2012 Salerno &amp;egrave; scenario di una mostra archeologica, allestita nel Complesso di Santa Sofia, che, con taglio originale, intende presentare al pubblico la storia della citt&amp;agrave; antica e medioevale. L&amp;#39;evento catastrofico che devast&amp;ograve; 4000 anni fa le coste del salernitano costituisce lo spunto per narrare non solo la storia della citt&amp;agrave; antica e medievale, ma anche la complessa trama di rapporti tra una comunit&amp;agrave;, il suo territorio e l&amp;#39;interno bacino del Mediterraneo nel corso del tempo.&lt;br /&gt;Un grande viaggio nel tempo che, attraverso un allestimento scenografico evocativo, installazioni e ambientazioni, visite narrate quotidiane per le scuole, le famiglie e gli adulti, consente ai visitatori di conoscere, ri-conoscere, vivere e ri-vivere il rapporto tra la terra salernitana e il suo mare, da quello mostruoso del maremoto e delle tempeste a quello degli scambi di uomini, merci, idee, linguaggi che ha consentito la nascita delle civilt&amp;agrave; mediterranee.&lt;br /&gt;La mostra, organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta in collaborazione con il Comune di Salerno, ha anche aperto un proprio &lt;a href=&quot;http://www.salernodopolotsunami.beniculturali.it&quot;&gt;sito web&lt;/a&gt;  dal quale si possono ricavare tutte le informazioni utili alla visita.</description>
    </item>
    <item rdf:about="http://archeologia.beniculturali.it/index.php?it/137/eventi/37/cagliari-le-stive-e-gli-abissi-lu2019archeologia-e-i-mari-della-sardegna-in-mostra-a-cagliari-e-a-oristano">
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        <dc:date>2012-02-21T16:00:16+01:00</dc:date>
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        <title>Cagliari: Le stive e gli abissi. L%u2019archeologia e i mari della Sardegna in mostra a Cagliari e a Oristano </title>
        <link>http://archeologia.beniculturali.it/index.php?it/137/eventi/37/cagliari-le-stive-e-gli-abissi-lu2019archeologia-e-i-mari-della-sardegna-in-mostra-a-cagliari-e-a-oristano</link>
        <description>&lt;p&gt;&amp;Egrave; stata inaugurata il 18 febbraio la mostra &amp;ldquo;&lt;a href=&quot;../index.php?it/16/mostre/15/le-stive-e-gli-abissi&quot;&gt;Le stive e gli abissi&lt;/a&gt;&amp;rdquo;, progetto scientifico organizzato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Cagliari e Oristano che intende valorizzare le numerose scoperte dell&amp;rsquo;archeologia subacquea sarda; dedicata al tema del mare, sin dalla preistoria importante via di scambio e di contatto tra la Sardegna e le grandi civilt&amp;agrave; del Mediterraneo, la mostra &amp;egrave; aperta al pubblico dal 18 febbraio al 13 maggio 2012.&lt;br /&gt;Due le sedi dell&amp;rsquo;allestimento: ad Oristano nell&amp;rsquo;Antiquarium Arborense e a Cagliari nel Ghetto della citt&amp;agrave;. Il coordinamento tra le due sezioni espositive ha permesso la realizzazione di un unico ampio racconto diacronico sul tema del mare, arricchito dalle proiezioni di filmati subacquei e tre brevi documentari. Il suggestivo percorso espone al pubblico oltre 350 reperti rinvenuti dalla Soprintendenza Archeologica negli ultimi 15 anni, provenienti da 15 contesti archeologici subacquei nell&amp;rsquo;area marina. In occasione della mostra al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari &amp;egrave; stato allestito un settore subacqueo dal titolo &quot;Nel blu&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;Sezione subacquea In Blu&quot; src=&quot;getImage.php?id=473&amp;amp;w=300&amp;amp;h=199&quot; style=&quot;width: 300px; height: 199px;&quot; title=&quot;Sezione subacquea In Blu&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Tra i numerosi manufatti archeologici in esposizione si menzionano: un modello di nave romana repubblicana, che conserva il proprio carico originale di anfore, la testa del Satiro in terracotta, documento della coroplastica di et&amp;agrave; ellenistica trovato nella laguna di Santa Giusta, il tesoretto di sesterzi in oricalco del porto di Cagliari e alcune imponenti riproduzioni lignee di una piroga neolitica monossile.&lt;/p&gt;
&lt;table border=&quot;0&quot;&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;img alt=&quot;Riproduzione fedele in scala del relitto di et&amp;agrave; repubblicana di Cavali&amp;egrave;re (Francia), con materiale recuperato nel porto di Cagliari, nello scavo subacqueo di un relitto del II-I secolo a.C. &quot; src=&quot;getImage.php?id=466&amp;amp;w=201&amp;amp;h=300&quot; style=&quot;width: 201px; height: 300px;&quot; title=&quot;Riproduzione fedele in scala del relitto di et&amp;agrave; repubblicana di Cavali&amp;egrave;re (Francia), con materiale recuperato nel porto di Cagliari, nello scavo subacqueo di un relitto del II-I secolo a.C. &quot; /&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;img alt=&quot;Testa di satiro in terracotta dallo stagno di Santa Giusta (Oristano) &quot; src=&quot;getImage.php?id=472&amp;amp;w=300&amp;amp;h=285&quot; style=&quot;width: 300px; height: 285px;&quot; title=&quot;Testa di satiro in terracotta dallo stagno di Santa Giusta (Oristano) &quot; /&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;img alt=&quot;Materiale recuperato nel porto di Cagliari, dallo scavo subacqueo di un relitto del II-I secolo a.C. &quot; src=&quot;getImage.php?id=471&amp;amp;w=300&amp;amp;h=319&quot; style=&quot;width: 300px; height: 319px;&quot; title=&quot;Materiale recuperato nel porto di Cagliari, dallo scavo subacqueo di un relitto del II-I secolo a.C. &quot; /&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Particolare attenzione &amp;egrave; stata riservata ad alcune categorie speciali di visitatori, come i non vedenti e gli ipovedenti, ai quali &amp;egrave; offerto un percorso di visita ideato e curato ad hoc, perfezionando cos&amp;igrave; un modello di fruizione altamente interattivo ed innovativo. Integrandosi con le offerte culturali delle citt&amp;agrave; capoluogo, il progetto si pone in una pi&amp;ugrave; ampia ottica di valorizzazione dei beni e dei patrimoni della Sardegna, tesa a creare un sistema culturale unitario, sia a livello civico, attraverso il collegamento delle mostre con i pi&amp;ugrave; importanti centri espositivi cittadini, sia a livello regionale, grazie alla creazione di un circuito di visita in grado di generare percorsi virtuosi di fruizione integrata del territorio e del suo patrimonio. &lt;br /&gt;L&amp;rsquo;obiettivo di dare origine ad un sistema museale e archeologico integrato prende dunque le mosse dall&amp;rsquo;organizzazione della mostra &amp;ldquo;Le stive e gli abissi&amp;rdquo;, che intende rappresentare una significativa attrazione culturale ed un&amp;rsquo;importante risorsa per lo sviluppo delle attivit&amp;agrave; culturali e didattiche del territorio sardo.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
    </item>
    <item rdf:about="http://archeologia.beniculturali.it/index.php?it/137/eventi/36/roma-museo-preistorico-ed-etnografico-luigi-pigorini-giornata-in-memoria-di-antonino-di-vita">
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        <dc:date>2012-02-17T09:45:44+01:00</dc:date>
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        <title>Roma, Museo Preistorico ed Etnografico &quot;Luigi Pigorini&quot;: Giornata in memoria di Antonino Di Vita</title>
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        <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Antonino Di Vita al convegno di Gortina&quot; class=&quot;right&quot; height=&quot;170&quot; src=&quot;getImage.php?id=458&amp;amp;w=&amp;amp;h=&quot; style=&quot;float: right; margin: 3px 3px 3px 3px; border: 2px solid;&quot; title=&quot;Antonino Di Vita al convegno di Gortina&quot; width=&quot;172&quot; /&gt;Sabato 10 marzo, alle ore 11, presso il &lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.pigorini.beniculturali.it/Eventi_e_News/Eventi/eventi.html&quot; rel=&quot;external&quot;&gt;Museo Preistorico ed Etnografico &amp;ldquo;Luigi Pigorini&amp;rdquo;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, si terr&amp;agrave; un incontro in memoria di Antonino Di Vita, illustre archeologo recentemente scomparso la cui attivit&amp;agrave; ha interessato tutto il Mediterraneo centro orientale, con ricerche ed indagini che hanno spaziato dall&amp;rsquo;archeologia classica greca e romana alla civilt&amp;agrave; punica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Interverranno Vincenzo La Rosa, Nicola Bonacasa, Gianfranco Paci, Elena Lattanzi, Maria Letizia Lazzarini.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Seguiranno quanti, fra i suoi amici, vorranno portare una testimonianza personale della sua profonda umanit&amp;agrave;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Come direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, ha dato nuovo e moderno impulso alla istituzione, rafforzandone l&amp;rsquo;organizzazione e le strutture, potenziandone le attivit&amp;agrave; scientifiche, a cominciare dai siti oggetto di lunga tradizione per le missioni italiane, con un ampliamento degli ambiti di ricerca, ma anche favorendone il riconoscimento come scuola di specializzazione e aprendola alla partecipazione di funzionari archeologi italiani e libici.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Tra le molte immagini che lo vedono impegnato nel suo lavoro di ricerca sul campo e di formazione di giovani archeologi forse sarebbe a lui gradito ricordarlo nel Convegno internazionale tenutosi a Creta nel settembre del 2000 sulla fase romana e proto-bizantina dell&amp;rsquo;isola a lui tanto cara, con il quale ha coronato il lungo e fecondo mandato alla Scuola di Atene.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Al prof. Di Vita &amp;egrave; inoltre dedicata la &lt;a href=&quot;../index.php?it/99/approfondimenti-tematici/11/13/0&quot; rel=&quot;external&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;nuova pagina&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;della sezione di approfondimento tematico &lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;I&lt;a href=&quot;../index.php?it/99/approfondimenti-tematici/11/0/0&quot; rel=&quot;external&quot;&gt; Protagonisti&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;../index.php?it/99/approfondimenti-tematici/11/0/0&quot; rel=&quot;external&quot;&gt; &lt;/a&gt;di questo sito, ove sono disponibili le note biografiche e un ritratto dello studioso scritto nel &amp;rsquo;97 dal prof. Gustavo Traversari in occasione dell&amp;rsquo;attribuzione del premio internazionale &amp;ldquo;I Cavalli di San Marco&amp;rdquo;, oltre alla relazione sugli oltre 20 anni di direzione della Scuola d&amp;rsquo;Atene.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
    </item>
    <item rdf:about="http://archeologia.beniculturali.it/index.php?it/137/eventi/35/ercolano-area-archeologica-progetti-per-la-fruizione-primo-bilancio-del-2011">
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        <dc:date>2012-02-07T11:16:56+01:00</dc:date>
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        <title>Ercolano, area archeologica: progetti per la fruizione, primo bilancio del 2011</title>
        <link>http://archeologia.beniculturali.it/index.php?it/137/eventi/35/ercolano-area-archeologica-progetti-per-la-fruizione-primo-bilancio-del-2011</link>
        <description>&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;Ercolano, panoramica degli scavi, con la citt&amp;agrave; moderna alle spalle.&quot; src=&quot;getImage.php?id=443&amp;amp;w=350&amp;amp;h=260&quot; style=&quot;width: 350px; height: 260px; float: left;&quot; title=&quot;Ercolano, panoramica degli scavi, con la citt&amp;agrave; moderna alle spalle.&quot; /&gt;In questo scorcio iniziale del 2012 &amp;egrave; possibile tentare un primo bilancio su quanto avvenuto nel sito di Ercolano nell&amp;rsquo;anno da poco trascorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 2011 ha visto una serie di interventi sull&amp;rsquo;area archeologica, iniziati da anni nell&amp;rsquo;ambito di un ampio piano di recupero, culminare nella riapertura del Decumano Massimo, la strada principale dell&amp;rsquo;antica citt&amp;agrave;, il 19 aprile in occasione del primo decennale di attivit&amp;agrave; dell'&lt;a href=&quot;#&quot; title=&quot;HCP&quot;&gt;Herculaneum Conservation Project&lt;/a&gt; (HCP), il progetto di collaborazione in atto fra la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, il Packard Humanities Institute e la British School at Rome per la salvaguardia dell'antica citt&amp;agrave;. Si tratta di una cooperazione pubblico-privata senza precedenti che, grazie all&amp;rsquo;impegno nel lungo periodo, &amp;egrave; riuscita ad affrontare con un piano organico il grave degrado in cui versava il sito archeologico alla fine del XX secolo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riapertura del Decumano Massimo, come conclusione di quella serie di imponenti lavori realizzati negli ultimi anni con fondi europei nell&amp;rsquo;ambito del POR Campania 2000-2006 e quindi con gli interventi dell&amp;rsquo;HCP, finanziati dal Packard Humanities Institute ed attuati dalla British School at Rome, ha segnato l'ultima tappa nel processo di progressiva restituzione al pubblico godimento del sistema viario urbano, eliminando le barriere ed i divieti degli ultimi decenni. Per la prima volta dagli anni &amp;lsquo;80, infatti, le strade dell&amp;rsquo;antica Ercolano sono ora tutte aperte al pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il progetto &lt;a href=&quot;http://www.pompeiisites.org/Sezione.jsp?titolo=Ri-Aprire Ercolano&amp;amp;idSezione=2444&amp;amp;idSezioneRif=302&quot; rel=&quot;external&quot;&gt;Ri-aprire Ercolano&lt;/a&gt; continuer&amp;agrave; nei prossimi anni con la riapertura di ulteriori aree di visita, &lt;img alt=&quot;Pannello ligneo del controsoffitto del tetto del Salone dei marmi della Casa del Rilievo di Telefo&quot; src=&quot;getImage.php?id=372&amp;amp;w=350&amp;amp;h=321&quot; style=&quot;width: 350px; height: 321px; float: right;&quot; title=&quot;Pannello ligneo del controsoffitto del tetto del Salone dei marmi della Casa del Rilievo di Telefo&quot; /&gt;tra cui la &lt;a href=&quot;../index.php?it/142/scavi/scaviarcheologici_4e048966cfa3a/38&quot; rel=&quot;external&quot;&gt;Casa del Rilievo di Telefo&lt;/a&gt; e l&amp;rsquo;Antica Spiaggia con il suo percorso che condurr&amp;agrave; fino alla Villa dei Papiri. Molte delle iniziative avviate nell'ultimo decennio grazie all'Herculaneum Conservation Project sono potenzialmente applicabili ad altri siti archeologici: la messa in sicurezza di un sito a rischio, il miglioramento dell&amp;rsquo;accesso, un sistematico drenaggio delle acque, l&amp;rsquo;ottimizzazione delle risorse finanziarie e professionali e l&amp;rsquo;approccio conservativo verso i restauri precedenti, il rilancio di un criterio sistematico nella manutenzione programmata dopo un&amp;rsquo;interruzione di quasi cinquanta anni sono infatti solamente alcuni esempi di quanto realizzato in dieci anni &amp;lsquo;sul campo&amp;rsquo; a Ercolano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;evento della riapertura ha avuto ampia risonanza sulla stampa nazionale, oltre che locale, con un&amp;rsquo;attenzione che &amp;egrave; continuata nei mesi successivi, estendendosi anche a testate internazionali sino a luglio, momento della messa in onda da parte della RAI di un ampio servizio televisivo dal taglio scientifico-divulgativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mese di luglio, con quello di agosto, hanno anche offerto dati incoraggianti, con un incremento di visitatori superiore al 15%, nonostante l&amp;rsquo;annunciarsi della grave crisi economica internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;intervento &amp;egrave; stato infine ulteriormente migliorato con l&amp;rsquo;apertura, il 3 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilit&amp;agrave;, del percorso multi-sensoriale per ipovedenti, la cui guida &amp;egrave; scaricabile gratuitamente dal sito della Soprintendenza in &lt;a href=&quot;http://http//www.pompeiisites.org/allegati/Percorso-multisensoriale_Ercolano_291110.pdf&quot; rel=&quot;external&quot;&gt;formato testuale&lt;/a&gt; e presto lo sar&amp;agrave; anche in formato audio, e dei nuovi percorsi per persone con disabilit&amp;agrave; motoria, realizzati con un intervento di colmatura degli avvallamenti ed eliminazione dei dislivelli: un primo itinerario consente ai visitatori di entrare nella zona degli edifici pubblici della citt&amp;agrave; romana, dove si trovano la Basilica Noniana e la Sede degli Augustali, e di proseguire poi lungo il Decumano Massimo, mentre un altro &amp;egrave; un percorso &amp;ldquo;domestico&amp;rdquo;, che offre la possibilit&amp;agrave; di affacciarsi nelle case antiche, visitare la Casa del Tramezzo di Legno e assistere ai lavori di conservazione attualmente in corso.&lt;br /&gt;Anche questa iniziativa ha trovato larga eco sui mezzi di informazione, a cominciare ovviamente da quelli pi&amp;ugrave; vicini al mondo della disabilit&amp;agrave;, culminata con la puntata della trasmissione radiofonica &amp;ldquo;Conversazioni d&amp;rsquo;arte&amp;rdquo; del 30 novembre 2011 sulla web radio dell&amp;rsquo;Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;Ercolano, veduta del Decumano Massimo dopo la riapertura&quot; src=&quot;getImage.php?id=444&amp;amp;w=350&amp;amp;h=132&quot; style=&quot;width: 350px; height: 132px;&quot; title=&quot;Ercolano, veduta del Decumano Massimo dopo la riapertura&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riassumendo, il 2011 ha presentato per Ercolano diversi aspetti positivi:&lt;br /&gt;%uF02D&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;la visibilit&amp;agrave; concreta del decennale lavoro dell'Herculaneum Conservation Project;&lt;br /&gt;%uF02D&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;l&amp;rsquo;inversione di tendenza nello stato di manutenzione del sito;&lt;br /&gt;%uF02D&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;la continuit&amp;agrave; progettuale volta alla fruizione da parte di ogni tipo di pubblico;&lt;br /&gt;%uF02D&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;la presenza qualificata sui mezzi di comunicazione di massa;&lt;br /&gt;%uF02D&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;l&amp;rsquo;incremento di visitatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a name=&quot;HCP&quot;&gt;&lt;/a&gt;Herculaneum Conservation Project&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;&lt;a href=&quot;http://www.herculaneum.org&quot; rel=&quot;external&quot;&gt;Herculaneum Conservation Project&lt;/a&gt; (&amp;lsquo;HCP&amp;rsquo;) ha preso vita nel 2001 per iniziativa di David W. Packard, Presidente del Packard Humanities Institute, una fondazione statunitense senza scopo di lucro, con l&amp;rsquo;intento di sostenere lo Stato Italiano, tramite la Soprintendenza Archeologica di Pompei (dal 1 Aprile 2008 Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei), nella conservazione di un sito archeologico di inestimabile valore ma di grande fragilit&amp;agrave;. Dal 2004 il progetto &amp;egrave; stato portato avanti con il contributo della British School at Rome, grazie a un contratto di sponsorizzazione stipulato con la Soprintendenza. L&amp;rsquo;HCP &amp;egrave; composto da un gruppo interdisciplinare di numerosi specialisti e imprese, prevalentemente italiani. La supervisione delle sue attivit&amp;agrave; &amp;egrave; curata da un Comitato Scientifico, guidato dalla Soprintendenza e costituito da esperti italiani ed internazionali nel campo dell&amp;rsquo;archeologia e della conservazione. Il progetto &amp;egrave; diretto da Andrew Wallace-Hadrill, ex Direttore della British School at Rome, e attualmente Rettore del Sidney Sussex College di Cambridge. La programmazione, la realizzazione degli interventi e l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; di monitoraggio del team sono&amp;nbsp; coordinate da un &amp;ldquo;gruppo operativo&amp;rdquo; costituito da funzionari della Soprintendenza (Maria Paola Guidobaldi, Direttrice degli Scavi di Ercolano e Responsabile del Contratto di sponsorizzazione; Valerio Papaccio, Architetto Capo del Servizio e dell&amp;rsquo;Ufficio Tecnico&amp;nbsp; della sede pompeiana della&amp;nbsp; Soprintendenza; Giuseppe Zolfo, Restauratore Conservatore degli Scavi di Ercolano) e dal Project Manager dell&amp;rsquo;HCP, l&amp;rsquo;architetto Jane Thompson. &lt;br /&gt;L&amp;rsquo;HCP ha gestito le pi&amp;ugrave; urgenti minacce alla sopravvivenza del Sito focalizzando l&amp;rsquo;attenzione sulla soluzione di problemi infrastrutturali come il ripristino delle coperture e il drenaggio delle acque. Ha cercato di individuare in maniera scientifica quali siano i rischi critici per la conservazione e quali siano le migliori metodologie per eliminarli o ridurli. L&amp;rsquo;HCP ha posto l&amp;rsquo;accento sull&amp;rsquo;importanza della manutenzione programmata attraverso lo sviluppo di programmi sostenibili anche nel futuro. Nel corso dei lavori sono state inoltre compiute molte scoperte archeologiche che hanno gettato nuova luce sulla storia del Sito.&lt;br /&gt;Il Contratto di sponsorizzazione, rinnovato il 6 Agosto 2009, con rilevanti approfondimenti rispetto alla prima stesura del 2004, affinch&amp;eacute; l&amp;rsquo;azione congiunta del partner pubblico e di quello privato per la manutenzione del sito sia sempre pi&amp;ugrave; efficace, prevede, fra l&amp;rsquo;altro, che la BSR at Rome si impegni non solo a realizzare direttamente opere di conservazione, ma anche a eseguire progettazioni per conto della Soprintendenza che, sempre sulla base di quanto stabilito dal contratto, appalter&amp;agrave; le opere cos&amp;igrave; progettate. In questo ambito di applicazione, 4 progetti di manutenzione straordinaria su mosaici, strutture, coperture e apparati decorativi parietali sono stati predisposti dallo sponsor e consegnati nel 2010 alla Soprintendenza per i relativi appalti, ora conclusi, e per l&amp;rsquo;imminente apertura dei cantieri, mentre sono stati appena consegnati altri 3 progetti esecutivi cantierabili che la Soprintendenza appalter&amp;agrave; tra la fine del 2011 e i primi mesi del 2012: fra questi un imponente lavoro per&amp;nbsp; la completa valorizzazione dell&amp;rsquo;antica spiaggia con&amp;nbsp; ricongiungimento alla visita della Villa dei Papiri attraverso il tunnel posto al di sotto di Vico Mare.&lt;/p&gt;</description>
    </item>
    <item rdf:about="http://archeologia.beniculturali.it/index.php?it/137/eventi/34/roma-museo-nazionale-etrusco-aperti-gli-spazi-di-villa-poniatowski-e-le-nuove-esposizioni-di-villa-giulia">
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        <dc:date>2012-01-13T11:28:28+01:00</dc:date>
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        <title>Roma, Museo Nazionale Etrusco: aperti gli spazi di Villa Poniatowski e le nuove esposizioni di Villa Giulia</title>
        <link>http://archeologia.beniculturali.it/index.php?it/137/eventi/34/roma-museo-nazionale-etrusco-aperti-gli-spazi-di-villa-poniatowski-e-le-nuove-esposizioni-di-villa-giulia</link>
        <description>&lt;p&gt;Il 19 gennaio 2012 il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ha presentato il nuovo polo museale etrusco, creato con l'ultimazione dei riallestimenti dei propri spazi espositivi e l'apertura della contigua Villa Poniatowski. Dal giorno seguente, 20 gennaio, &amp;egrave; accessibile al pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il recupero della Villa Poniatowski, avviato nel 1995 dopo un complesso iter per l'acquisizione al demanio, ha&lt;img alt=&quot;Villa Poniatowski, &quot; src=&quot;getImage.php?id=409&amp;amp;w=140&amp;amp;h=78&quot; style=&quot;width: 200px; height: 111px; margin: 1px; float: right;&quot; title=&quot;Villa Poniatowski, &quot; /&gt; visto lunghi e delicati restauri tra il 1997 e il 2010. I due complessi si qualificano pienamente come un vero e proprio polo museale grazie anche al diretto collegamento offerto dal suggestivo viale alle pendici settentrionali di Villa Strohl Fern, concesso in uso allo Stato italiano grazie a una convenzione con la Francia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo il completamento, nel 2010, degli allestimenti dell'ala sinistra della nuova sede museale dedicata ai centri&lt;img alt=&quot;Villa Giulia, sala 39 dedicata al territorio di Veio.&quot; class=&quot;left&quot; src=&quot;getImage.php?id=411&amp;amp;w=140&amp;amp;h=93&quot; style=&quot;width: 200px; height: 133px; margin: 1px; float: left;&quot; title=&quot;Villa Giulia, sala 39 dedicata al territorio di Veio.&quot; /&gt; di Vulci, Cerveteri e Tarquinia, il percorso topografico si completa con l'esposizione, nell'ala destra, delle testimonianze restituite da Veio. Accanto a documenti eccezionali della coroplastica templare etrusca (quali il ciclo delle celebri statue del tempio di Portonaccio), si propongono ora alcuni ricchissimi corredi appartenuti ai Re di quel centro, anticamente definito l'&lt;em&gt;altera Roma&lt;/em&gt;. Ad integrare le nuove esposizioni: la sala di Venere al piano nobile, riservata ai capolavori restituiti all'Italia da Musei e collezionisti stranieri, e il salone al pian terreno, spazio ora destinato a conferenze o mostre temporanee.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli allestimenti di Villa Poniatowski prevedono l'esposizione delle antichit&amp;agrave; provenienti dal &lt;em&gt;Latium vetus &lt;/em&gt;e dall'Umbria, oltre a un'ampia area destinata a esposizioni temporanee. Anche qui non mancano materiali &lt;img alt=&quot;Villa Poniatowsy, sala dedicata al territorio di Palestrina&quot; src=&quot;getImage.php?id=410&amp;amp;w=140&amp;amp;h=93&quot; style=&quot;width: 200px; height: 133px; float: right; margin: 1px;&quot; title=&quot;Villa Poniatowsy, sala dedicata al territorio di Palestrina&quot; /&gt;d'eccezione: i corredi principeschi di Palestrina, la Tomba degli Ori di Todi, i bronzi e le ambre di &lt;em&gt;Satricum&lt;/em&gt;, la suggestiva sepoltura in tronco di quercia da Gabi. Di non minor rilievo le testimonianze provenienti dai santuari del &lt;em&gt;Latium Vetus&lt;/em&gt; (quali Nemi, Segni, Alatri, o ancora &lt;em&gt;Satricum&lt;/em&gt;). Infine, nella &quot;manica lunga&quot; che sovrasta le Concerie Riganti &amp;egrave; stata collocata la Biblioteca dell'Istituto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia &amp;egrave;, a livello internazionale, il pi&amp;ugrave; ricco e rappresentativo della civilt&amp;agrave; degli Etruschi. Fondato nel 1889 per accogliere le antichit&amp;agrave; provenienti dal territorio circostante Roma, &amp;egrave; ospitato nella villa fatta edificare&lt;img alt=&quot;Olpe Chigi. Informazioni su http://villagiulia.beniculturali.it/index.php?it/141/selezione-di-opere/15/olpe-chigi&quot; class=&quot;left&quot; height=&quot;89&quot; src=&quot;getImage.php?id=395&amp;amp;w=100&amp;amp;h=153&quot; style=&quot;margin: 1px; float: left; width: 50px; height: 75px;&quot; title=&quot;Olpe Chigi. Informazioni su http://villagiulia.beniculturali.it/index.php?it/141/selezione-di-opere/15/olpe-chigi&quot; width=&quot;59&quot; /&gt; da Papa Giulio III tra il 1550 e il 1555, splendido esempio dell'architettura tardo rinascimentale con il suo famoso Ninfeo, il primo &quot;teatro d'acque&quot; di Roma. Il museo si articola in distinte sezioni topografiche dedicate ai maggiori centri dell'Etruria meridionale e del contermine agro falisco-capenate. Accoglie inoltre celebri collezioni, come quelle Castellani e Pesciotti, esito per lo pi&amp;ugrave; di scavi condotti in Etruria nell'800, e la raccolta di bronzi e ceramiche dell'antico Museo Kircheriano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Villa Poniatowsky &amp;egrave; anch'essa originariamente del XVI secolo: facente parte del comprensorio di Villa Giulia, &amp;egrave; menzionata nel 1581 dal Montaigne come Villa Cesi. Il principe Stanislao Poniatowsky, nipote del re di Polonia, l'acquist&amp;ograve; a fine &amp;lsquo;700, incaricando il Valadier del rinnovamento dell'edificio e dei giardini in forme neoclassiche (1800-1818), poi completato dall'allievo Canina. Successive vicende ne videro il decadimento fini all'utilizzo, a partire dal XIX secolo, per attivit&amp;agrave; industriali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;Statue in terracotta policroma del tempio di Portonaccio a Veio. Apollo sulla destra, Eracle sulla sinistra. Per informazioni cronologiche e contestuali: http://151.12.58.164/etruria/index.php?it/187/il-santuario-di-portonaccio&quot; class=&quot;center&quot; height=&quot;130&quot; src=&quot;getImage.php?id=394&amp;amp;w=200&amp;amp;h=176&quot; style=&quot;margin: 1px 230px; width: 145px; height: 130px;&quot; title=&quot;Statue in terracotta policroma del tempio di Portonaccio a Veio. Apollo sulla destra, Eracle sulla sinistra. Per informazioni cronologiche e contestuali: http://151.12.58.164/etruria/index.php?it/187/il-santuario-di-portonaccio&quot; width=&quot;145&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Immagini&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Dall'alto in basso&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Villa Giulia: particolare dell'allestimento della Sala 39, dedicata al territorio di Veio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Villa Poniatowsy: la &quot;Sala indiana&quot; dopo il restauro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Villa Giulia: vista della Sala 39, dedicata al territorio di Veio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Villa Poniatowsky: vista della Sala dedicata al territorio di Palestrina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Olpe Chigi&lt;/em&gt;. Informazioni: &lt;a href=&quot;http://villagiulia.beniculturali.it/index.php?it/141/selezione-di-opere/15/olpe-chigi&quot; title=&quot;blocked::http://villagiulia.beniculturali.it/index.php?it/141/selezione-di-opere/15/olpe-chigi&quot;&gt;http://villagiulia.beniculturali.it/index.php?it/141/selezione-di-opere/15/olpe-chigi&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Statue in terracotta policroma del tempio di&amp;nbsp;Portonaccio a Veio. Apollo sulla destra, Eracle sulla sinistra&lt;/em&gt;. Per informazioni cronologiche e contestuali: &lt;a href=&quot;http://151.12.58.164/etruria/index.php?it/187/il-santuario-di-portonaccio&quot; title=&quot;blocked::http://151.12.58.164/etruria/index.php?it/187/il-santuario-di-portonaccio&quot;&gt;http://151.12.58.164/etruria/index.php?it/187/il-santuario-di-portonaccio&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Informazioni:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Villa Poniatowski sar&amp;agrave; accessibile al pubblico dal 20 gennaio, con accesso dalla usuale biglietteria di Villa Giulia, solo su prenotazione telefonando al numero &lt;br /&gt;(+39) 06.44239949.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Indirizzo: Piazzale di Villa Giulia n. 9, 00196 Roma&lt;br /&gt;Telefono: (+39) 06 3226571; fax (+39) 06 3202010&lt;br /&gt;Indirizzo mail: &amp;nbsp;&lt;a href=&quot;mailto:sba-em@beniculturali.it&quot;&gt;sba-em@beniculturali.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sito internet: &lt;a href=&quot;http://www.villagiulia.beniculturali.it/&quot;&gt;www.villagiulia.beniculturali.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
    </item>
    <item rdf:about="http://archeologia.beniculturali.it/index.php?it/137/eventi/33/genova-presentazione-del-volume-la-ceramica-e-il-mare-contributo-dellarcheometria-allo-studio-della-circolazione-dei-prodotti-ceramici-nel-mediterraneo">
        <dc:format>text/html</dc:format>
        <dc:date>2011-12-05T11:27:03+01:00</dc:date>
        <dc:source>http://archeologia.beniculturali.it/</dc:source>
        <title>Genova: Presentazione del volume &quot;La ceramica e il mare. Contributo dell'archeometria allo studio della circolazione dei prodotti ceramici nel Mediterraneo&quot;</title>
        <link>http://archeologia.beniculturali.it/index.php?it/137/eventi/33/genova-presentazione-del-volume-la-ceramica-e-il-mare-contributo-dellarcheometria-allo-studio-della-circolazione-dei-prodotti-ceramici-nel-mediterraneo</link>
        <description>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Ad un anno dalla scomparsa del prof. T. Mannoni sar&amp;agrave; presentato a Genova il 14 dicembre 2011 presso il Museo di Scultura Medievale di S. Agostino il volume a lui dedicato &quot;La Ceramica e il Mare. Il contributo dell'archeometria allo studio della circolazione dei prodotti ceramici nel Mediterraneo&quot;, che raccoglie gli atti della XII Giornata di Archeometria della ceramica (Genova 2008). All'evento, promosso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria e dal Dipartimento di Scienze della Terra dell'Universit&amp;agrave; di Genova in collaborazione con il Museo Civico di Sant'Agostino di Genova, prenderanno parte il Soprintendente per i Beni Archeologici della Liguria, dott. Filippo Maria Gambari e la dott.ssa Loredana Pessa, conservatrice delle Raccolte Ceramiche dei Musei Civici di Genova, con la moderazione del Prof. Roberto Cabella, dell'Universit&amp;agrave; di Genova.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Tiziano Mannoni &amp;egrave; stato docente di materie archeologiche presso diversi corsi di laurea e di specializzazione delle Universit&amp;agrave; di Genova, Pisa e del Politecnico di Milano. Fondatore nel '69 dell'ISCUM (Istituto di Storia della Cultura Materiale) di Genova, &amp;egrave; stato direttore del &lt;em&gt;Notiziario di Archeologia Medievale&lt;/em&gt; dal 1971. Il 1974 lo ha visto tra i fondatori della rivista &lt;em&gt;Archeologia medievale&lt;/em&gt;, che ha poi condiretto, e del suo supplemento tematico &lt;em&gt;Archeologia dell'architettura&lt;/em&gt;, nato nel 1996. Dal 1985 &amp;egrave; anche stato responsabile del periodico &lt;em&gt;Studi e ricerche. Cultura e territorio&lt;/em&gt;. &amp;Egrave; stato presidente della &quot;Societ&amp;agrave; degli archeologi medievisti italiani&quot; (SAMI) dal 1994 e poi presidente onorario. &amp;Egrave; scomparso improvvisamente, il 17 ottobre 2010, a Genova.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;L'attenzione della ricerca di Mannoni si &amp;egrave; incentrata sulla storia della cultura materiale in relazione ai caratteri del territorio, ai materiali che ne provengono per lo sfruttamento da parte dell'uomo, alla vocazione dei luoghi geografici per impiantarvi infrastrutture umane, alle relazioni fra ambiti lontani in termini di scambi sia commerciali che culturali, alla possibilit&amp;agrave; di applicazione del metodo archeologico all'architettura. Mannoni, inoltre, viene ricordato per il contributo decisivo dato allo sviluppo in Italia, a partire dagli anni '60, delle prospettive aperte dalla &lt;em&gt;New Archaeology&lt;/em&gt;, con la conseguente promozione di temi innovativi come la tecnologia produttiva, l'archeometallurgia e la definizione degli approcci da parte delle discipline scientifiche, quali chimica, fisica, mineralogia e petrografia. Mannoni, in sintesi, &amp;egrave; stato uno dei principali propugnatori del metodo archeometrico nel nostro Paese.&lt;/p&gt;</description>
    </item>
    <item rdf:about="http://archeologia.beniculturali.it/index.php?it/137/eventi/32/segni-convegno-tecniche-costruttive-del-tardo-ellenismo-in-lazio-e-in-campania">
        <dc:format>text/html</dc:format>
        <dc:date>2011-12-05T11:07:45+01:00</dc:date>
        <dc:source>http://archeologia.beniculturali.it/</dc:source>
        <title>Segni: Convegno &quot;Tecniche costruttive del tardo ellenismo in Lazio e in Campania&quot;</title>
        <link>http://archeologia.beniculturali.it/index.php?it/137/eventi/32/segni-convegno-tecniche-costruttive-del-tardo-ellenismo-in-lazio-e-in-campania</link>
        <description>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Il tema delle tecniche edilizie del tardo ellenismo &amp;egrave; stato al centro del convegno organizzato dal Comune di Segni e dal Museo Archeologico Comunale, che si &amp;egrave; svolto il 3 dicembre 2011, a Segni, nella Sala Pio XI della Cattedrale Santa Maria Assunta. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Il Convegno &amp;egrave; stato l&amp;#39;occasione di incontro e confronto per studiosi provenienti dal mondo delle Universit&amp;agrave;, di Enti di Ricerca e delle Soprintendenze, per uno stimolante scambio di dati e di approcci, per la presentazione di casi studio in contesti eccellenti del Lazio centro-meridionale e della Campania, per l&amp;#39;illustrazione di siti inediti o di recente scoperta e per una rilettura tematica di monumenti simbolo di un&amp;#39;area geografica che proprio in epoca tardo ellenistica ha conosciuto una singolare vitalit&amp;agrave; edilizia sia in contesti urbani che &lt;em&gt;extra moenia&lt;/em&gt;. &lt;/p&gt;</description>
    </item>
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        <title>Parma: Una mummia di gatto al Museo Archeologico Nazionale</title>
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        <description>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Per la prima volta sar&amp;agrave; esposta al pubblico la mummia di gatto, acquistata da un antiquario nel XIX secolo insieme alla maggior parte degli altri manufatti della collezione egizia del Museo Archeologico Nazionale di Parma. Pur non essendo una rarit&amp;agrave;, si tratta di un reperto di grande importanza, legato ai culti della dea gatta Bastet, la divinit&amp;agrave; egizia propiziatrice di fertilit&amp;agrave;, salute e gioie terrene.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Protettore della casa, amatissimo dagli Egizi per la sua abilit&amp;agrave; di cacciatore di topi, a partire dalla XXII Dinastia (945-715 a.C.) il gatto inizia ad essere considerato incarnazione degli dei e l'esemplare femmina, in particolare, il rappresentante in terra della dea Bastet. Templi a lei dedicati cominciano a sorgere in tutto l'Egitto, primo fra tutti quello costruito nella citt&amp;agrave; di Bubastis, lungo il Nilo, nel Basso Egitto. Nei primi tempi, al momento della morte, il gatto veniva mummificato e sepolto all'interno del tempio in fosse comuni ma a partire dal III sec. a.C. si comincia ad allevare appositamente gli animali vicino ai templi per farne mummie che i devoti acquistavano per lasciarle nei templi come offerte. Gli scavi archeologici hanno recuperato migliaia di mummie di gatti morti prematuramente o in maniera innaturale, soprattutto micetti tra i due e i quattro mesi di et&amp;agrave;, sacrificati in gran numero perch&amp;eacute; pi&amp;ugrave; adatti alla mummificazione.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Secondo l'archeologa della Soprintendenza Roberta Conversi questo &amp;egrave; certamente il caso della mummia-gatto del Museo di Parma. Il reperto &amp;egrave; di accurata realizzazione ed elevata qualit&amp;agrave;; all'interno del bendaggio c'&amp;egrave; l'intero corpo del gatto mentre non &amp;egrave; infrequente trovare solo una parte dell'animale, se non pezzi di un altro o addirittura il semplice fantoccio, senza nulla dentro.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Le bende sono disposte in modo da formare motivi geometrici mentre gli occhi sono dipinti con inchiostro nero, su piccoli pezzi tondi di benda di lino.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;I mercati egizi offrivano vari modelli di mummie-gatto realizzati per soddisfare le richieste dei clienti devoti, dalle versioni &quot;economiche&quot;, che potevano contenere solo una parte dell'animale o addirittura essere involucri vuoti, a mummie di alta qualit&amp;agrave;, molto curate, con animali interi e bendaggio dipinto.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Il reperto del museo di Parma fa certo parte dei &quot;modelli&quot; pi&amp;ugrave; preziosi, acquistato da un egiziano devoto a Bastet che, recandosi al tempio, ha scelto una mummia di gatto di prima qualit&amp;agrave;, e quindi anche di un certo costo, per offrirla alla Dea.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Le radiografie eseguite mostrano che il gatto &amp;egrave; stato fasciato in modo da occupare il minor spazio possibile, con le costole compresse e gli arti anteriori posti molto vicino al torace; una frattura/foro nel cranio sembra inoltre confermare l'ipotesi di una morte innaturale&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;I dati, archeologici e radiologici, che saranno presentati gioved&amp;igrave; 15 dicembre, a partire dalle ore 17, dal veterinario radiologo dell'Universit&amp;agrave; di Parma che ha effettuato l'esame, Giacomo Gnudi, e dalla responsabile della sezione egizia del Museo, Roberta Conversi, concorrono a rendere la mummia di gatto del Museo Archeologico Nazionale di Parma un reperto di grande importanza e interesse scientifico.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;L'auspicio della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna &amp;egrave; che sia possibile, attraverso l'interesse suscitato, trovare le risorse per supportare il delicato intervento restauro indispensabile alla sua futura esposizione.&lt;/p&gt;</description>
    </item>
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        <dc:date>2011-11-18T08:24:04+01:00</dc:date>
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        <title>Paestum: gli Stati Generali dell%u2019Archeologia</title>
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        <description>&lt;p&gt;Nell&amp;#39;ambito della &lt;a href=&quot;http://www.borsaturismo.com/&quot; title=&quot;Link a sito esterno&quot;&gt;XIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico&lt;/a&gt; che si svolge a Paestum, presso il Centro Espositivo Ariston dal 17 al 20 novembre 2011, l&amp;#39;Archeologia italiana parler&amp;agrave; di se stessa, approfondendo tematiche e problematiche della professione dell&amp;#39;archeologo oggi in Italia.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Gli Stati Generali dell&amp;#39;Archeologia (&lt;a href=&quot;media:218:Paestum:%20Gli%20Stati%20Generali%20dell%C3%A2%C2%80%C2%99Archeologia,%2019%20novembre%202011:%20programma&quot; title=&quot;Paestum: Gli Stati Generali dell&amp;rsquo;Archeologia, 19 novembre 2011: programma&quot;&gt;PDF&lt;/a&gt;, 847 kb) &lt;strong&gt;sabato 19 novembre, dalle 9:30 alle 18:00 nella sala Saturno&lt;/strong&gt;, saranno, come ha inteso il Direttore Generale Luigi Malnati, la chiamata a raccolta degli archeologi (&lt;a href=&quot;media:219:La&quot; title=&quot;La &quot;&gt;PDF&lt;/a&gt;, 1507 kb) coinvolti in una discussione aperta e plurale.&amp;nbsp; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L&amp;#39;iniziativa, realizzata in stretta collaborazione con la Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale e con il sostegno degli organizzatori della Borsa, attraverso il sottotitolo &lt;em&gt;&amp;quot;La professione dell&amp;#39;archeologo. Chi fa archeologia oggi in Italia&amp;quot;&lt;/em&gt; evidenzia la necessit&amp;agrave; di una riflessione sulla realt&amp;agrave; della professione di archeologo nella contingenza del Paese. &lt;/p&gt;  Contribuisce al dibattito la presenza dell&amp;#39;Universit&amp;agrave;, delle Regioni e Province autonome, dei Musei di Enti Locali, delle Associazioni di categoria e di rappresentanti del mondo dell&amp;#39;impresa.</description>
    </item>
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        <dc:date>2011-10-24T07:28:59+01:00</dc:date>
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        <title>Padova: Conferenze nella sede della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto</title>
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        <description>&lt;p&gt;Le pi&amp;ugrave; recenti acquisizioni su scavi estensivi e ampi progetti di ricerca condotti nel 2011 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, in collaborazione con Universit&amp;agrave; e altri enti, saranno presentate nella storica sede della SBAV in Via Aquileia, ancora una volta luogo di comunicazione e diffusione della cultura archeologica a Padova, in un ciclo di conferenze che si svolger&amp;agrave; tra il 19 ottobre e il 30 novembre 2011.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Conferenze nella sede della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto: locandina&quot; src=&quot;getImage.php?id=138&amp;amp;w=283&amp;amp;h=400&quot; style=&quot;width: 283px; height: 400px&quot; title=&quot;Conferenze nella sede della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto: locandina&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;br /&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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