Fruizione ed educazione al patrimonio

Le testimonianze di civiltà estinte, le bellezze giunte a noi dal passato, il fascino dell’antico sono elementi che ritroviamo intorno a noi di continuo. È molto bello poterne godere, ma spesso ci rendiamo conto che per farlo nel modo migliore abbiamo necessità che ci venga data una comunicazione corretta.

I beni culturali sono "testimonianze aventi valore di civiltà", cioè sono realtà, materiali o immateriali, che affermano nel presente la cultura – intesa in ogni accezione, dalle produzioni artistiche alle eredità antropologiche – delle generazioni passate.

In quanto tali, essi guidano in un processo di riappropriazione di una memoria che da collettiva può divenire individuale e viceversa.

Questa è un’azione educativa: infatti, "monumento" deriva da monere, ossia insegnare mediante la memoria, la testimonianza.

Per aiutare in questo, in ogni Soprintendenza esistono i Servizi Educativi del museo e del territorio, un ufficio che si occupa di mediare i contenuti dei beni culturali, cioè di fornire strumenti che aiutino a comprenderli, allo scopo di poterne fruire. La nascita dei Poli museali regionali porterà inevitabilmente i Servizi Educativi delle Soprintendenze ad occuparsi maggiormente dei beni archeologici presrnti sul territorio.

Capire significa conoscere meglio; e la comprensione permette una fruizione più piena. Certamente, l’ambito archeologico presenta caratteristiche particolari che impongono una comunicazione e una pedagogia che ne tengano conto. Su questo, alcune riflessioni sono condotte da tempo.