La vigna di Dioniso. Vite, vino e culti in Magna Grecia

Cratere apulo a figure rosse con la nascita di Dioniso ( Ceglie del Campo , Bari) ( 400 - 380 a.C )
Genere
Tematico
Data fine
15/04/2012
Luogo
Bari
Sede
Palazzo Simi

Curatori

Antonietta Dell'Aglio

Progetto scientifico

La mostra è allestita negli eleganti spazi dello storico edificio Palazzo Simi, sede di Bari della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, in veste rinnovata rispetto all'edizione già realizzata nel 2010 nel Museo Nazionale Archeologico di Taranto, nell'ambito delle iniziative collegate al 49° Convegno di Studi sulla Magna Grecia con l'apporto scientifico della stessa Soprintendenza, dell'Università degli Studi del Salento, dell'Università degli Studi di Bari, dell'Università degli Studi di Salerno e del Centro Jean Bèrard.

La narrazione si sviluppa continua con diverse sezioni tematiche, illustrate dai  reperti (ceramiche figurate di importazione corinzia, attica a figure nere e a figure rosse, ceramiche figurate di produzione italiota, ceramica a vernice nera, ceramica indigena; armature e contenitori in bronzo, monete) provenienti dalle collezioni del Museo Nazionale Archeologico di Taranto e dai principali siti archeologici del territorio regionale, in particolare da Taranto, Rutigliano, Ceglie del Campo, Cavallino. L'intera esposizione, supportata da un ricco apparato illustrativo e didattico, è stata progettata e realizzata dalle professionalità della  Soprintendenza ( coordinate da Antonietta Dell'aglio, Armanda Zingariello, Francesca Radina - Soprintendente Antonio De Siena) ma resa possibile anche grazie all'intervento di sensibili sponsor, come Ance- Sezione Costruttori edili di Bari e Barletta, Andria, Trani,  Rotary club - Bari,  Morfimare, Fondazione Taranto e la Magna Grecia, Scorpione editrice.

Incentrata su una divinità complessa e poliedrica come Dioniso, il dio che nasce due volte, la mostra si apre con il famoso cratere italiota da Ceglie del Campo, su cui è rappresentata la nascita del dio, generato dall'unione fra Zeus e la giovane Semele. Ed è lo stesso Zeus a salvare suo figlio alla morte della madre, nascondendolo nella sua coscia e partorendolo alla presenza di molte divinità del pantheon greco. Barbato o imberbe, dall'aspetto solenne o androgino, Dioniso è soprattutto il dio del vino, che fa da filo conduttore del percorso espositivo: partendo dalle prime lontane tracce della coltivazione della vite, vengono analizzate  la diffusione, le tecniche di produzione e il commercio del vino nel bacino del Mediterraneo fino alle feste religiose nelle quali il vino, bevanda sacra al dio, assume un ruolo centrale nei riti, che prevedono spesso sacrifici di animali e sono celebrati nelle ore notturne nel verde delle selve e dei boschi. Dalle rappresentazioni simboliche in onore di Dioniso con canti e danze trae origine l'agone drammatico, mentre la maschera da simulacro del dio diventa elemento scenico per eccellenza nei teatri. Il vino è inoltre l'elemento base del simposio, cerimonia fortemente simbolica dei ceti aristocratici di cultura greca. Il corredo della Tomba degli atleti di Taranto documenta la diffusione di tali cerimonie fra le classi emergenti della colonia laconica in età tardo-arcaica, accomunate anche dall'esercizio di pratiche agonistiche.

Il percorso espositivo prosegue presentando le diverse forme dei vasi destinati al simposio e al consumo del vino: crateri, oinochoai, kantharoi, kylikes, rhyta e altri vasi utilizzati per mescolare, attingere, versare e bere spesso sono accompagnati anche da scene figurate collegate al mondo dionisiaco e soprattutto al movimentato seguito di satiri e menadi.

Ritroviamo ancora modelli culturali propri del mondo greco connessi al consumo del vino e del simposio nei rituali funerari delle genti indigene della Messapia e della Peucezia, evidenti nei corredi esposti in mostra provenienti dalle ricche necropoli di Rutigliano e da Cavallino.

Infine l'esposizione si chiude affrontando il tema del dionisismo e dell'ebbrezza, ben rappresentato dallo splendido cratere protoitaliota del ‘Pittore delle Carnee' proveniente da Ceglie del Campo,  con Dioniso che assiste alla frenetica danza di una menade in preda a delirio.

L'iniziativa ha riscosso un considerevole interesse, con oltre 15.000 presenze tra giugno e dicembre 2011, anche per la disponibilità di visite guidate a cura del personale interno. Per rispondere alla domanda del pubblico, ed in particolare  dell'utenza scolastica, ne è stata prevista una proroga fino al 15 aprile 2012. Al momento è inoltre in corso il progetto didattico La vendemmia del sapere, destinato a scuole della città di diverso ordine e grado, che si concluderà con una mostra a Palazzo Simi di elaborati sul tema, prodotti dai ragazzi. 

Biglietti

Ingresso gratuito

Contatti

Indirizzo

Palazzo Simi, strada Lamberti

BARI - Città Vecchia 

Telefono

+ 39.0805275451