Le memorie ritrovate. Antico, perduto e ritrovato

Mostra Le memorie ritrovate_
Genere
Tematico
Data inizio
22/12/2011
Data fine
30/06/2012
Luogo
Noventa di Piave (VE)
Sede
Centro Espositivo Multimediale dell'Archeologia

Curatori

Francesco Cozza

Progetto scientifico

La Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, unitamente all'Associazione Culturale Noventa Arte e Storia e a Veneto Designer Outlet by McArthurGlen, presentano giovedì 22 dicembre la mostra "Le memorie ritrovate" presso il CEMA, il Centro Espositivo Multimediale dell'Archeologia, all'interno di Veneto Designer Outlet - Piazzetta della Gondola.

Le "memorie" esposte sono state ritrovate nell'antico e perduto Convento di Santa Chiara a Padova, che fiorì tra il XIV e il XVIII secolo, ma che negli anni Sessanta del secolo scorso venne demolito per erigere la Questura. Nel 2000 l'indagine archeologica diretta da Mariangela Ruta e condotta da Petra scrl nel cortile della Questura di Padova ha portato alla luce una struttura esagonale, residuo dell'impianto originario del convento. Sulla base dei materiali rinvenuti e delle notizie d'archivio che narrano delle vicissitudini del monastero si ipotizza che tale struttura esagonale abbia svolto la funzione di ghiacciaia-dispensa in epoca tardo-medievale (XIII e XIV secolo) e sia stata adibita poi ad immondezzaio in età rinascimentale (XV e XVI secolo).

Il curatore della mostra Francesco Cozza - grazie anche agli interventi di restauro conservativo, condotti da restauratori del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e da liberi professionisti - ha saputo restituire ai numerosi oggetti esposti i loro significati, sia funzionali che simbolici, come si può apprendere dalla lettura del catalogo riccamente illustrato.

Ceramiche maiolicate, graffite e invetriate, reperti vitrei decorati, manufatti metallici, strumenti fittili, in osso, legno e cuoio, costituiscono il "tesoro" perduto, poi ritrovato e ora esposto.

Il percorso inizia con trentaquattro maioliche provenienti da importanti atelier, sia italiani che spagnoli, operanti a Faenza, Deruta, Pesaro, Venezia, Padova e Manises (Spagna), tutti rilevanti centri di produzione di maioliche nel corso della splendida stagione produttiva di ceramiche artistiche rinascimentali.

L'esposizione prosegue con gli oggetti legati al vivere quotidiano delle clarisse suddivisi  per materiale.

I reperti vitrei si collocano tra la fine del XV e i primi decenni del XVI secolo e si differenziano per tipologia di decorazione pittorica: a smalto e oro, con sola doratura e privi di decorazione.

I reperti metallici sono rappresentati da materiali in ferro, quali lame di cesoie, coltelli chiavi, anello con ardiglione, accendiesca (da segnalare per la sua rarità), ditale e frammenti di catenelle, e da materiali in bronzo, come chiavi, cucchiai, puntale di cintura, amo da pesca, ditale, spilli e una copiglia.

I reperti in osso rappresentano sia scarti d'uso (pettine a doppia dentatura e pendaglio traforato a forma di crocetta), sia scarti di lavorazione (un dado da gioco incompleto e diverse guance di immanicatura incompiute).

Un altro gruppo di manufatti è costituito da una serie di frammenti di terrecotte figurate: bambole per le bambine avviate alla clausura, statuine da presepio e forme appartenenti a composizioni plastiche.

Anche l'insieme di oggetti d'uso ricavati dal legno è legato alle attività manuali, previste dalla regola francescana, svolte dalle monache e dalle figliole secolari in educazione che trovavano ospitalità nel monastero per apprendere i tipici lavori femminili quali il cucito con particolare riguardo al ricamo, il fare i pizzi e la tessitura: coperchi di scatole rotonde, rocchetti, vari fusi e una spatola.

In chiusura, una preziosa serie di ceramiche graffite decorate con ornati ottenuti mediante incisione, le quali veicolavano immagini pregne di simbolismi.

La riproduzione di una stanza di lavoro allestita con arredi e complementi d'epoca assieme alla suggestione musicale di canti gregoriani della Parva Schola Gregoriana di Treviso contribuiscono a far immergere il visitatore nell'atmosfera del monastero e ad avvolgerlo di sacralità e rigorosità.

Il CEMA, come luogo di incontro tra virtuale e reale, tra passato e futuro, rappresenta la location ideale per un'esposizione che, recuperando le memorie del passato, le proietta nel presente per lasciare ulteriori testimonianze e memorie al futuro.

Comitato scientifico
Vincenzo Tiné
Alessandro Asta
Francesco Cozza
Sara Emanuele
Elena Pettenò
Federica Rinadi 

Contatti

Indirizzo

Veneto Designer Outlet
Piazzetta della Gondola
Via Marco Polo 1
Noventa di Piave (VE)

Email
segreteria@noventartestoria.it
Sito web
http://www.noventartestoria.it/

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