Le grandi vie delle civiltà. Relazioni e scambi fra il Mediterraneo e il centro Europa dalla preistoria alla romanità

Castello del Buonconsiglio, allestimento
Genere
Tematico
Data inizio
01/07/2011
Data fine
27/05/2012
Luogo
Trento (1.7.2011-13.11.2011) / Monaco di Baviera (16.12.2011-27.5.2012)
Sede
Castello del Buonconsiglio / Museo Archeologico di Monaco di Baviera

Curatori

Franco Marzatico, Rupert Gabhard, Paul Gleirscher

Progetto scientifico

Castello del Buonconsiglio, allestimento 2 Il Castello del Buonconsiglio di Trento e il Museo Archeologico di Monaco di Baviera sono i due protagonisti di un progetto scientifico dal respiro internazionale: una grande mostra archeologica itinerante che intende raccontare al pubblico la complessità degli influssi culturali e degli scambi comunicativi che hanno scandito la storia delle relazioni tra il bacino Mediterraneo e le regioni del Centro Europa dall’età preistorica alla romanità (questo il sottotitolo del progetto).

“Le grandi vie della civiltà” è il suggestivo titolo dell’esposizione che ha presentato a Trento (dal 1 luglio al 1 novembre 2011) e a Monaco di Baviera (dove la mostra è stata nuovamente allestita dal 16 dicembre 2011 fino al 27 maggio 2012) i più significativi reperti archeologici provenienti da 50 musei e soprintendenze italiane e europee, riunite insieme per la prima volta.

Gli oltre 800 oggetti (a Monaco si registra una lieve riduzione delle opere prestate) illustrano come a partire dall’avvento dell’Homo Sapiens la circolazione di materiali e lo scambio di idee abbia unito i popoli in una spessa ed indissolubile rete di contatti. Le eccezionali testimonianze si compongono di oggetti semilavorati e manufatti finiti (gioielli, armi, attrezzi, vasellame, ma anche testimonianze d’arte e temi decorativi) che evidenziano come i contatti e le relazioni tra popoli  abbiano segnato, grazie alla  trasmissione dei saperi e la contaminazione di modelli e di stili di vita, gli sviluppi delle civiltà europee. Dalla preistoria all’età romana le relazioni e gli scambi tra Mediterraneo e Centro Europa produssero di fatto l’evolversi di conoscenze, tecnologie, strutture sociali e sistemi politici. Una realtà complessa di dimensioni continentali, ora magnificamente rappresentata nella grande mostra che si propone di stimolare riflessioni sulle interazioni culturali, sugli “incontri e scontri di civiltà” che nell’antichità, come nel mondo moderno, hanno determinato l’affermarsi di elementi comuni, linguaggi transculturali e fenomeni multiculturali.
Uno dei punti di forza della mostra è la straordinaria attualità dei temi: la diffusione di nuovi saperi, la circolazione di beni e di idee cha hanno cambiato la storia dell’umanità, sottolineano come il multiculturalismo non sia solo un fenomeno contemporaneo quanto una realtà con la quale l’uomo si è confrontato sin dall’antichità. L’osservazione dei reperti permette, non solo agli esperti del settore ma anche al grande pubblico, di cogliere “una sorta di globalizzazione antica”, nella quale le contaminazioni tra i popoli e la diffusione di merci avvenivano in maniera analoga a ciò che accade oggi.

Elementi di letti funerari in osso (osso animale inciso). Necropoli di Bazzano, L’Aquila.

Il filo conduttore dell’esposizione, come afferma il Direttore del museo di Trento, Franco Marzatico, in un articolo sul “Corriere della Sera” (Quando l’Homo Sapiens diventò “global”- 18/06/2011) è proprio l’importanza dello scambio e dell’interazione, temi attualissimi nella società postmoderna, dove risulta centrale e indispensabile l’idea della comunicazione, del dinamismo e della mobilità intellettiva.

Cofanetto in osso. Antiquarium del Palazzone, Perugia

Il visitatore è immerso in un viaggio nella storia dove rivive momenti straordinari come l’invenzione della ruota, rivoluzione i cui effetti sociali sono paragonabili all’avvento di Internet degli anni Ottanta.
Il percorso espositivo si articola in sette sezioni: la prima, intitolata “Varcare monti, solcare mari”, è dedicata al tema del viaggio e della mobilità, strategia essenziale per la sopravvivenza dell’uomo del XI millennio a.C. La ruota, invenzione diffusa nel IV millennio a.C., è stata, insieme all’uso del cavallo, una delle intuizioni più importanti per il progresso della civiltà. All’epoca il carro da parata e il cavallo assumevano una connotazione simbolica, come elemento di distinzione sociale, di sfoggio di ricchezza e di potere dei ceti dominanti; nella sala 1 sarà dunque possibile ammirare reperti quali la statuetta a forma di cavallo con ruote o il rostro bronzeo a tridente.
La seconda sezione della mostra, “Materie in viaggio” è dedicata alla dimensione esplorativa, alla ricerca e alla circolazione delle materie prime, che hanno rappresentato le spinte decisive all’esplorazione di territori ignoti, ma anche all’instaurarsi di forme di interazione tra gli individui, comunità e civiltà diverse. Nella sala l’esposizione di monete e prodotti commerciali, anfore e il vasellame da mensa di epoca romana consentono di rintracciare le origini della “globalizzazione” del mercato; dal canto loro i prodotti di lusso (lingotti e ripostigli) insieme ad unità di peso, pongono invece l’attenzione sul fenomeno dell’ accumulazione di ricchezza e il passaggio dal metallo pesato alla moneta, risalente al VII secolo a.C. in Asia Minore. L’iconografia di monete e altre testimonianze documentano, infine, l’esistenza della forza lavoro degli schiavi, acquisiti generalmente con guerre e razzie, per debiti non assolti e condanne, ed annoverati, all’epoca, fra le “merci” scambiabili. Oltre alle indicazione delle fonti scritte, il tema della circolazione dei beni è esemplificato in termini scenografici; nelle sale è possibile ammirare modelli miniaturistici di imbarcazioni e carri, insieme ai resti di ruota e alle ricostruzioni che offrono una panoramica esaustiva dei mezzi di trasporto utilizzati all’epoca. La circolazione di beni e persone si è riflessa conseguentemente sulla diffusione di nuovi saperi: invenzioni, strategie produttive e tecnologie rappresentano, così, l’asse portante della terza sezione che narra dei profondi cambiamenti derivati da alcune svolte epocali quali, ad esempio, l’introduzione dell’agricoltura e bestiame, diffusa in Europa fra il VI e il V millennio a.C. o la lavorazione del metallo che ha determinato profondi cambiamenti tecnologici, con importanti riflessi sul piano economico, sociale e ideologico. La mostra restituisce una descrizione puntuale delle fasi più importanti della diffusione delle conoscenze tecnologiche raccontate al pubblico con il supporto in sala di film e riproduzioni attraverso i primi contenitori in ceramica, la tessitura, il traino animale, fino alla metallurgia (sono esposti reperti di attrezzi, aratri e strumenti agricoli, oltre ad alcuni modelli di macine a tramoggia e rotanti utilizzate in epoca romana).
Lungo le articolate vie di comunicazione, viaggiatori, mercanti, guerrieri e matrimoni “diplomatici” diffusero nuovi gusti, mode e comportamenti sociali, influenzando lo stile di vita e la sfera ideologica e religiosa. La quarta sezione “Linguaggi comuni del potere” presenta, così, una vastissima raccolta di reperti che testimoniano la trasmissione di gusti e mode; la Sala 4.1 mostra oggetti di rappresentanza utilizzati dalle classi sociali più elevate per ostentare il proprio prestigio.  La dimensione dell’esibizione del benessere e del lusso, che al di là delle specificità regionali accomunava lo stile di vita dei ceti superiori, è descritta in modo particolarmente efficace nella successiva sala 4.3 dove sono esposti, ad esempio, orecchini, collane d’oro, il bracciale a sbalzo e granulazione e un diadema a fascia, che chiarificano il linguaggio utilizzato dai ceti dominanti  per manifestare benessere e potere. La sala 4.2 è allestita nella Sala Scarlatti ed è invece dedicata al consumo conviviale di cibi e bevande, rituale che trae la propria origine nell’ antica Grecia, poi assunto, con rielaborazioni, da Etruschi, popoli italici e quindi dai Romani nel VI secolo a.C. Questa pratica di socializzazione è raccontata attraverso l’esposizione di alcuni reperti, quali il servizio per bere, la coppa attica a figure nere o lo Skyphos in argento. Al pari dell’esibizione di preziosi ornamenti, anche la disponibilità di un armamento potente era il riflesso di una posizione sociale elevata e di virtù eroiche. Il “linguaggio” delle armi è, così, il tema dell’allestimento della sala 4.4., dove è possibile osservare spade, corazze, frammenti di elmi, elementi di corredi di una tomba di guerriero celta, oltre a statuette e bronzetti di guerriero.

Cinturone (Bronzo laminato e fuso, decorato con motivi incisi.). Fine V secolo a. C. - inizi IV secolo a. C. Museo Archeologico Nazionale dell’ Abruzzo Villa Frigerj, Chieti

Infine, la Sala Specchi è dedicata alla cura del corpo e agli ideali atletici che, profondamente intrecciati, nell’antichità erano il modello da rappresentare nelle arti figurative. Seguendo una tradizione diffusa nel mondo omerico, infatti, gli esponenti dei ceti aristocratici si ispirano a ideali di bellezza fisica e di valore coltivati con l’esercizio e gli interessi culturali.
Nella quinta sezione, l’attenzione è focalizzata sulla diffusione dei sistemi di scrittura alfabetica e sul valore dei codici di “linguaggio” assunto dalle raffigurazioni, tema ripreso e approfondito anche nella sezione 7.  L’introduzione di segni con valore fonetico (corrispondenti a suoni) ha consentito di impiegare un numero limitato di segni in una illimitata combinazione di parole, ordinate da regole grammaticali e sintattiche, come nell’ alfabeto fenicio diffuso in tutto il Mediterraneo, quello greco, etrusco e latino. La mostra ha inteso evidenziare, attraverso testimonianze di scrittura e strumenti, la sua funzione non solo come strumento per conteggi, archiviazioni e costruzione di memoria, ma  anche come simbolo di elevazione sociale. La sezione sviluppa, inoltre, il tema della fertilità femminile, offrendo suggestive testimonianze iconografiche, come la rappresentazione della Mater Matuta, La madre dell’ucciso e altre divinità femminili del pantheon greco-romano.

Castello del Buonconsiglio, allestimento 3

Completa l’allestimento un’altra sezione che illustra al pubblico la storia dell’affermazione del potere di Roma, fra il III secolo a.C. e il IV d.C., che ha delineato progressivamente un nuovo “mondo globale”: nuovi modelli culturali, socio-economici, amministrativi, urbanistici e militari con il consolidarsi dell’impero nell’area mediterranea e in buona parte del Centro Europa nel I secolo d.C. Gli eccezionali reperti esposti in questa irrepetibile mostra raccontano, dunque,  una storia fatta di attinenze ma anche di contrasti, di forme di “alterità” che hanno delineato singoli territori.
I dati relativi all’affluenza delle visite indicano che, in Italia, ha ottenuto sia giudizi lusinghieri da parte degli organi di informazione che un grande riscontro di pubblico: complessivamente i visitatori sono stati 62.657; la media giornaliera registrata è stata di 527 visite, con un picco di 1668 presenze il giorno di ferragosto; testimonianza di un grande interesse di pubblico verso tematiche storiche ma di così forte attualità.  “E’ evidente che l’uomo per natura è un essere sociale: e chi vive escluso dalla comunità è malvagio o è superiore all’uomo” la riflessione contenuta nella Politica di Aristotele (1252 a) sintetizza magistralmente il leitmotiv della mostra “Le grandi vie delle civiltà”: raccontare le origini dell’uomo attraverso la comunicazione e le relazioni che hanno cambiato la storia dell’umanità.

La mostra è posta sotto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il catalogo “Le grandi vie delle civiltà. Relazioni e scambi fra Mediterraneo e il Centro Europa dalla Preistoria alla romanità”, è edito dalla Provincia autonoma di Trento e a cura di Franco Marzatico (Direttore del Castello del Buonconsiglio), Rupert Gebhard (Direttore dell’Archaologische Staatssammlung Munchen) e Paul Gleirscher (conservatore del museo di Klagenfurt); ha visto, inoltre, il contributo scientifico di ottanta studiosi.

La mostra, inoltre, dispone di un proprio sito web e rende disponibili materiali per insegnanti, di accompagnamento ai percorsi di visita alla mostra.

Catalogo

F. Marzatico, R. Gebhard, P. Gleirscher (curr.), Le grandi vie delle civiltà. Relazioni e scambi fra Mediterraneo e il centro Europa dalla preistoria alla romanità, Trento 2011

ISBN 978-88-900909-8-1

Contatti

Indirizzo

Castello del Buonconsiglio di Trento

via Bernardo Clesio, n. 5

38122 -TRENTO

Archäologische Staatssammlung

Lerchenfeldstraße 2
80538 München

Telefono

Castello del Buonconsiglio di Trento

Tel. 0461233770

Archäologische Staatssammlung

Tel. 08921124-02

Sito web
http://www.legrandivie.it/