Cessione di beni culturali in pagamento di imposte

È possibile cedere beni archeologici allo Stato per pagare imposte dirette o di successione.

Servizio competente: I

Normativa di riferimento:
D.P.R. 602/1973 art. 28 bis; L. 512/1982, art. 6 e 7; D.Lgs. 346/1990, art. 39; L. 46/1999, art. 20.

Procedura:

È data facoltà al contribuente di cedere allo Stato beni di interesse archeologico in pagamento totale o parziale di imposte dirette, IRPEF, IRAP, IVA, compresi oneri accessori e interessi.

La proposta di cessione non sospende i normali termini di pagamento.

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Direzione Generale Archeologia, ricevuta la proposta ne valuta l'opportunità e la sottopone all'esame di una apposita Commissione Interministeriale.

Con decreto interministeriale del Direttore Generale Archeologia e del Direttore dell'Agenzia delle Entrate - notificato ai proponenti - vengono stabilite le condizioni e il valore della cessione.

Il contribuente, pena la nullità della procedura, deve far pervenire al Ministero la propria accettazione entro i due mesi successivi alla notifica del decreto interministeriale.

La cessione dei beni mobili si realizza con la consegna al Ministero entro i trenta giorni successivi all'accettazione, con la trascrizione ai Pubblici Registri Immobiliari e la voltura catastale se beni immobili.

La cessione di beni culturali è ammessa anche in pagamento totale o parziale delle imposte di successione.

In questo caso la proposta deve essere sottoscritta da tutti gli eredi e presentata al Ministero entro i 60 giorni successivi alla notifica dell'avviso di liquidazione.

 

Responsabile dell'istruttoria:

Rosanna Visentin

Tel. 0667234693; email: rosanna.visentin@beniculturali.it