“Caligola, la trasgressione al potere”

Nemi (RM), Museo delle Navi Romane 5 luglio – 5 novembre 2013

Celebrazioni del bimillenario della nascita (A.D. 12 -2012)

 

Qualche mese fa, presentando la mostra di Parma su questo sito, ho svolto qualche considerazione sulla necessità che le esposizioni di carattere archeologico andassero oltre gli aspetti puramente spettacolari delle iniziative per illustrare piuttosto l’attività che le Soprintendenze per i beni archeologici svolgono sul territorio e contemporaneamente promuovere l’avanzamento e la divulgazione pubblica delle conoscenze scientifiche acquisite.

Cedo ora la parola a un funzionario archeologo, in rappresentanza simbolica di quanti all’interno dei nostri uffici si fanno carico quotidianamente di gravosi compiti di tutela e contemporaneamente mantengono l’alto livello di preparazione che è sempre stata riconosciuta al nostro Ministero, per presentare un’altra esposizione che ha saputo prendere spunto da un recupero eccezionale, dovuto all’attività della Guardia di Finanza, per valorizzare contemporaneamente il Museo di Nemi e i contesti archeologici del territorio. L’esposizione di Nemi, cui ha collaborato l’università di Perugia, come altre di questi anni è dedicata alla figura di un imperatore, Caligola, ma l’ha come strappata alla galleria dei “ritratti marmorei” per immergerla nella quotidianità, quella realtà storica che solo grazie alle ricerche archeologiche è possibile in parte conoscere.

Luigi Malnati

    

 

Nemi (RM) - Museo delle Navi Romane - mostra Il 5 luglio 2013 si è inaugurata presso il Museo delle Navi Romane di Nemi una mostra dedicata al terzo imperatore di Roma: Caio Cesare Augusto Germanico, figura tra le più discusse dell’impero romano, passato alla storia con il soprannome di Caligola, che regnò dal 37 al 41 d.C. e di cui nel 2012 ricorreva il bimillenario della nascita.

Con questo evento, che durerà fino al 5 novembre 2013 e che è stato realizzato con la direzione scientifica del Soprintendente Elena Calandra, di Filippo Coarelli e di chi scrive e l’allestimento dello Studio Strati, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, oltre a ricordare la ricorrenza dei 2000 anni dalla nascita dell’imperatore, ha voluto cogliere l’occasione per una rinnovata esposizione museale stabile, dedicata alle navi imperiali (nell’invaso sinistro) e al territorio (nell’invaso destro), con particolare riferimento all’area del Santuario di Diana, per il quale Caligola ebbe un particolare interesse, e agli impianti residenziali dello stesso Caligola, di Commodo nel Sublanuvium (Genzano di Roma) e di Domiziano sul lago albano.

Il Museo delle Navi Romane è “strutturalmente” legato al nome di Caligola, che sul lago ha lasciato un’impressionante testimonianza: quella di due gigantesche navi, per il cui recupero venne prosciugato l’intero bacino negli anni Trenta dello scorso secolo e che furono esposte nel Museo appositamente costruito fino al 1944, anno in cui purtroppo l’edificio venne distrutto da un incendio.

Riaperto definitivamente nel 1988, dopo vari interventi di restauro non sempre rispettosi dell’originaria architettura, il Museo negli anni si è arricchito di nuovi reperti e ospita spesso iniziative culturali legate in particolare al territorio: dalle mostre ai concerti, alle conferenze, ecc.

Grazie alla collaborazione e alla disponibilità della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma in occasione della Mostra è stato possibile presentare per la prima volta ad un vasto pubblico i reperti provenienti sia dalle navi di Caligola sia dal Santuario di Diana, fino a poco tempo fa conservati presso i magazzini dei musei di Palazzo Massimo e delle Terme di Diocleziano a Roma e di recente consegnati al Museo delle Navi Romane.

Elemento “focalizzatore” dell’evento e del nuovo allestimento è la statua marmorea dell’imperatore, alta oltre 2 metri, recuperata nel territorio nemorense nel 2011 dalla Guardia di Finanza - Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico, che è stata esposta dopo un accurato lavoro di restauro e di assemblaggio dei pezzi in cui era stata volutamente rotta.

Una sezione numismatica espone alcune monete rinvenute a bordo delle navi (anche esse di recente consegnate dal Museo di Palazzo Massimo), mentre, per la durata della mostra, saranno visibili gemme e cammei di Caligola e della famiglia giulio-claudia, prestati dal Museo Scuderie Aldobrandini di Frascati e da un collezionista privato e una sezione dedicata alle armature di età giulio-claudia, realizzate da “Archeos” (Archeologia sperimentale) di Silvano Mattesini.

Pannelli didattici bilingui (italiano e inglese) illustrano, nella sezione dedicata alle navi, gli aspetti tecnici della marineria romana, e, in quella dedicata al territorio, i temi trattati più ampiamente nel catalogo pubblicato per l’occasione dall’Editore Gangemi, dal titolo “Caligola. La trasgressione al potere”, che contiene anche gli Atti di una giornata di studi, svoltasi a Palazzo Massimo a Roma il 12 dicembre 2012.

Il Museo è dotato di due totem che illustrano i temi principali dell’esposizione e di una sala per proiezioni, in cui i visitatori, ad orario e/o su richiesta, possono assistere a filmati sulle navi, sul Santuario di Diana e sul recupero e il restauro della statua recentemente esposta; un percorso dal titolo “Si prega di toccare” permette a non vedenti e ipovedenti di visitare il Museo usufruendo di spiegazioni in Braille, di audioguide e di accedere ad un percorso al buio in cui sono esposte copie di oggetti che è possibile maneggiare.

In un periodo di grandi difficoltà finanziarie è apparso significativo dimostrare come, anche con scarse risorse economiche, sia possibile promuovere un Museo e un territorio così strettamente collegati tra loro, traendo spunto da un tema indubbiamente accattivante, come la rilettura critica e, per quanto possibile, imparziale di una figura discussa come Caligola, al fine di proseguire in un percorso di valorizzazione e divulgazione del patrimonio culturale.

 

Giuseppina Ghini

Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio

Direttore Archeologo

Responsabile del Museo delle Navi Romane di Nemi

 

Una trattazione più diffusa della mostra, anche con immagini, costituisce un "approfondimento tematico" su questo sito.