L'Europa in Italia. Giornata di incontro sulla collaborazione nel settore archeologico con riferimento alle attività degli Istituti stranieri

(Roma, Museo Nazionale Romano, sede di Palazzo Altemps, 17 settembre 2014)

Tra le iniziative organizzate nel Semestre di Presidenza dell'Unione Europea, la giornata promossa dalla Direzione Generale per le Antichità, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, ha inteso dare rilevanza alla lunga tradizione di collaborazione tra il Ministero e gli istituti di ricerca stranieri, con particolare attenzione al settore degli scavi archeologici svolti in regime di concessione o convenzione d'intesa con le Soprintendenze archeologiche territoriali.
Il referente privilegiato di questa partnership è in primo luogo l'Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia, Storia e Storia dell’Arte in Roma, la cui istituzione nel 1946, negli anni dell'immediato dopoguerra, ha avuto un importante ruolo nella ripresa di positivi rapporti di collaborazione tra gli Stati sul piano della ricerca scientifica e degli studi di antichità.

Nei decenni, la città di Roma è stata arricchita dalla presenza costante di borsisti e ricercatori di tanti Paesi, soprattutto europei, dalla possibilità di usufruire di ricche biblioteche specializzate, dalla molteplicità di iniziative culturali organizzate dai diversi Istituti e Accademie aderenti all'Unione, per il settore archeologico in stretta collaborazione con le Soprintendenze competenti.
Molti sono i campi di ricerca che impegnano tali istituti e di questa ricchezza ha portato testimonianza l'attuale Presidente dell'Unione Internazionale Christopher Smith che, per il tema di specifico interesse, ha definito gli ambiti tematici principali su cui sono state sintetizzate le linee di attività degli Istituti.
Negli ultimi decenni, inoltre, l'attività di indagine archeologica si è notevolmente ampliata anche grazie al contributo di università straniere che hanno attivato in piena autonomia programmi di ricerca in Italia, a dimostrazione della convinta apertura dell’Amministrazione a sempre nuove forme di collaborazione con la comunità scientifica internazionale.

In analogia con gli Istituti stranieri che hanno sede a Roma, la Scuola Archeologica Italiana di Atene è da oltre un secolo una delle più autorevoli istituzioni scientifiche che operano in Grecia nel settore archeologico, con una vasta attività di studio e di indagine, con pubblicazioni basilari per i più importanti siti dell'Egeo, dalla civiltà minoico-micenea a quella tirrenica, dall'età geometrica sino all'epoca romana e bizantina: basti solo citare, tra tutte, le ricerche di Creta, Lemno, Rodi, Coo,  fino a Iasos sulla costa dell'attuale Turchia. Nel tempo, la Scuola ha contribuito a salvaguardare e valorizzare aree archeologiche e monumenti - ma anche rari esempi di architettura tradizionale quale la sede storica della Missione italiana ad Iraklion - in stretta collaborazione con il Ministero della Cultura Ellenico, con un indotto significativo per le comunità locali la cui accoglienza  è stata sempre straordinaria, con un ruolo formativo importante per studenti e funzionari  e con un coinvolgimento di molti istituti di ricerca Italiani.

Se i tempi che viviamo soffrono per i troppi tagli ai fondi destinati alla ricerca e alla conservazione, ora è apparso utile tentare di unire le forze e cercare di orientare, ove possibile, i programmi di scavo degli enti di ricerca che operano in Italia sulle priorità individuate dalle Soprintendenze responsabili di ciascun territorio, come nella filosofia della più recente circolare emanata in tema di concessioni di ricerca dalla Direzione Generale, a seguito della quale sono stati proposti i primi progetti.

Già in passato erano stati promossi dalle Soprintendenze Archeologiche di Roma e di Pompei programmi di grande respiro cui avevano aderito numerose istituzioni di ricerca italiane e straniere, con risultati significativi. Più di recente, il Progetto Spina ha coinvolto nella attività programmata sul campo e nella pubblicazione l’Istituto di Archeologia dell’Università di Zurigo.

La Tavola Rotonda pomeridiana, presieduta da Salvatore Settis, è stata utile per discutere le prospettive future di tali forme di collaborazione.

Alla luce della recente pubblicazione della nuova Direttiva Europea sul ritorno dei beni culturali illecitamente rimossi dal territorio di uno Stato membro (2014/60/UE), ha acquistato importanza il rafforzamento della collaborazione tra archeologi al fine di contrastare il commercio di beni archeologici provenienti da scavo clandestino.
In passato non sono infatti mancate, proprio da parte di studiosi  stranieri che frequentano l'Italia, segnalazioni decisive per il recupero di oggetti sottratti. Un maggiore coinvolgimento della comunità scientifica internazionale, in adesione ai codici deontologici e ai principi della Convenzione UNESCO del 1970, sarebbe di grande aiuto alla non facile attività svolta dalle Soprintendenze e dagli organi centrali del Ministero per la prevenzione dei reati a danno del patrimonio archeologico e per il recupero dei materiali dispersi.

In questo contesto, la Direzione Generale potrebbe impegnarsi, laddove riconosciuta l’utilità, nella definizione di un’apposita attività formativa diretta ai borsisti che scavano in Italia, ed a chiunque intendesse avvalersene, mirata a una conoscenza della normativa nazionale di tutela, dell’organizzazione del Ministero e degli strumenti internazionali in materia.

La Giornata è stata anche l'occasione per presentare la pubblicazione, promossa da Mario Serio sull'attività delle Scuole Straniere nel periodo 1975-2000, da troppo tempo attesa.

Inoltre, la Giornata ha coinciso con la stampa e la diffusione di due opere:

  • un volume del Bollettino di Archeologia on line con estratti delle relazioni preliminari di scavo e delle notizie di rinvenimenti messe in rete nell’annata 2011;
  • la pubblicazione L’attività delle Soprintendenze archeologiche. Un anno di comunicazione sul sito della Direzione Generale per le Antichità, che dà conto, in modo sintetico, del popolamento delle banche-dati di questo sito per quanto riguarda gli archivi di scavi, mostre e restauri archeologici: un’operazione, che sta continuando, volta a comunicare la quantità e il senso del lavoro di ricerca, tutela e promozione svolto dagli uffici territoriali.

L’uscita di entrambe queste realizzazioni editoriali sta peraltro a significare una lunga continuità di intenti nell’azione svolta, anche a livello centrale, a favore del patrimonio archeologico, la quale sembra assumere particolare valenza in vista dell’imminente riforma del MiBACT.

E' consultabile il programma della giornata.

Sono di seguito disponibili alcuni link ai programmi di ricerca in atto da parte degli istituti che operano in Italia  nel settore archeologico.

 (Jeannette Papadopoulos)