Villa Adriana, i lavori continuano

Volume catalogo della mostra La presentazione del volume "Adriano e la Grecia. Studi e ricerche", il 2 dicembre 2014, rappresenta un'ulteriore tappa di un percorso che si sta facendo consistente: le prime mosse di esso furono tracciate nell'aprile di quest'anno, con l'inaugurazione della mostra "Adriano e la Grecia. Villa Adriana tra classicità ed ellenismo", di cui uscì subito la guida per il grande pubblico, dal titolo "Adriano e la Grecia. La mostra. The exhibition", per la prima volta tradotta in inglese. A fine mostra, intenzionalmente, si è voluto pubblicare il volume di studi, che accoglie una ricca serie di saggi, nella maggior parte nella lingua originale, da leggere in modo complementare alla guida, della cui scientificità esso costituisce lo sviluppo e l'approfondimento per un pubblico in parte diverso, più specialistico.

La mostra ha avuto una notevole fortuna, con un non trascurabile incremento di visitatori rispetto alla pluridecorata esibizione in Villa dell'anno precedente, "Marguerite Yourcenar. Adriano, l'antichità immaginata"; tuttavia non solo alla fortuna effimera del momento si deve guardare, quanto alla capacità di un'esposizione di lasciare risultati solidi nel tempo.

VILLA ADRIANA, Palestra: statua di HorusE ciò è successo in questo caso, con quel misto di predestinazione e di prevedibile accadimento che non di rado ricorre nel campo delle scoperte archeologiche: negli stessi giorni in cui le sculture provenienti dalla Grecia emozionavano in mostra il pubblico, che apprezzava ancor di più le opere di Villa Adriana esposte in modo permanente, i lavori finanziati da Arcus nella cosiddetta Palestra, suggestivo complesso nella parte settentrionale della stessa villa, restituivano un sorprendente pendant di un'opera eccezionalmente esibita: una statua di Horus, dio – falco, che supera per dimensioni quella prestata per la mostra dal Museo Archeologico di Maratona, proveniente dal santuario degli dèi egizi di Brexisa, presso la villa di Erode Attico emulo virtuoso di Adriano; a essa si affianca il ritrovamento, che non cessa di stupire nonostante le aspettative che la Villa suscita, di esemplari elevatissimi di statuaria classica, tra cui si segnala una testa attribuibile al Doriforo di Policleto, esempio di straordinaria finezza formale, cui si aggiungono altri tipi policletei e un frammento di statua loricata, forse di imperatore. Un tripudio di grecità classica, di V secolo a.C., che pare concertata con il soggetto della mostra.

Una simile messe di rinvenimenti, che pare quasi risarcire la Villa delle mille dispersioni cui la fisiologia del collezionismo la condannò nei secoli scorsi, non poteva rimanere sconosciuta: a pochi mesi di distanza dallo scavo, avvenuto in primavera e in estate, i pezzi più significativi e immediatamente comprensibili (ma le sorprese non mancheranno) sono stati restaurati ed esposti, con adeguata pannellistica, nell'Antiquarium del Canopo, del cui allestimento permanente fanno ora parte, e saranno presentati al grande pubblico il 7 dicembre, in occasione della Giornata nazionale dell'archeologia e del restauro, e saranno poi visibili al pubblico in concomitanza con il calendario di apertura dell'Antiquarium, a seconda delle stagioni e degli eventi.

Con quest'operazione la Soprintendenza prosegue il suo cammino: i volumi, la guida e gli studi, dopo la presentazione del 2 dicembre saranno spunto per ulteriori ricerche, mentre la nuova esposizione confida di incontrare ancora una volta il favore del pubblico.

In questi anni così difficili, di crisi totale, finanziaria e morale, la scientificità dell'agire diviene per chi studia un baluardo etico.

 

Elena Calandra
Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio